Si vota oggi per stabilire la nuova sede dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco, costretta a lasciare Londra a causa della Brexit.  A partire dalle 17 a scrutinio segreto i ministri per gli affari europei dei 27 Paesi Ue (tutti tranne la Gran Bretagna) decideranno in quale città, tra le 19 che si sono candidate, dovrà traslocare l’Ema. Tra i “competitors” di Milano  troviamo al primo posto Bratislava, data tra le più favorite dal Consiglio europeo fin dallo scorso giugno e tornata il pole position nelle ultime ore grazie anche al supporto che avrebbe acquisito da parte dei Paesi baltici. “Certamente Milano è una delle città che ha le caratteristiche per essere prescelta”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani augurandosi che “gli stati europei facciamo una scelta di qualità. Che non ci si alcun baratto sotto banco. Perdere questa occasione in seguito a “scelte dettate da criteri geopolitici invece che di merito”, ha sottolineato infatti Moavero, “sarebbe non solo un grande peccato, ma anche difficile da difendere e spiegare alla maggioranza dei cittadini europei”.

Le votazioni potranno richiedere più turni e ballottaggi, fino a ottenere il nome del Paese vincitore.  Il sistema di voto non garantisce che il risultato rispetti i parametri oggettivi indicati dalla Commisione europea:  piena operatività dal momento dell’uscita del Regno Unito; accessibilità da parte di tutte le altre città attraverso collegamenti e trasporti; la garanzia di accedere al sistema sanitario e al mercato del lavoro  per i dipendenti e infine quello di privilegiare la candidatura dei paesi che non ospitano altre sedi di controllo europeo. Nel caso vincesse Bratislava infatti -favorita per non ospitare sedi di alcuna istituzione europea (o di una qualche emanazione), e per l’appartenenza al gruppo dei Paesi dell’Est sul quale la Germania conta per portare a Francoforte l’Eba (anche l’autorità bancaria dovrà infatti traslocare da Londra, e le votazioni avverranno subito dopo quelle per l’Ema)-  si dovrebbe fare i conti con una città non particolarmente attrezzata nè dal punto di vista logistico nè da quello scientifico e industriale.

 

Se l’alternativa a Londra dovesse essere una città considerata troppo ‘periferica’ o con poco ‘appeal’, molti dei funzionari potrebbero decidere di cercare un altro posto di lavoro. Milano ha dalla sua non soltanto maggiore sviluppo e fascino: la nuova sede da mettere a disposizione per l’Ema è sostanzialmente già pronta. E  il governo è pronto a mettere sul piatto 40 milioni di euro, inseriti nella legge di bilancio, per sostenerla. L’agenzia europea del farmaco, con 800mila posti di lavoro e 200 miliardi di euro di mercato mondiale generati, richiede infatti alloggi a costi accessibili per i dipendenti, stanze di hotel per le tante riunioni che si fanno ogni settimana e scuole adeguate per le esigenze linguistiche dei circa 600 figli degli oltre 890 dipendenti.

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