In Italia ci sono circa 2 milioni di persone obese che hanno il diabete: una persona con diabete e obesa ha un rischio di morire entro 10 anni quadruplicato rispetto a una persona con diabete di peso normale. E’ uno dei dati contenuti nell’undicesima edizione dell’Italian Diabetes & Obesity Barometer Report’, realizzato da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation in collaborazione con Istat. Dal Rapporto emerge quindi che l’obesita’ e’ uno dei fattori di rischio principali per il diabete, motivo per cui si parla anche di lotta alla ‘diabesita”. Si stima infatti che il 44 % dei casi di diabete tipo 2 siano attribuibili all’obesita’/sovrappeso e in particolare tra i 45-64enni la percentuale di persone obese che soffrono di diabete e’ del 28,9 % per gli uomini e del 32,8 % per le donne. “Possiamo ormai considerare diabete e obesita’ come una pandemia, con serie conseguenze per gli individui e la societa’ in termini di riduzione sia dell’aspettativa sia della qualita’ della vita, e notevoli ricadute economiche. Si tratta quindi di un’emergenza sanitaria che necessita di un’attenzione specifica da parte dei decisori politici, affinche’ considerino in tutta la sua gravita’ questo fenomeno”, lo ha spiegato Renato Lauro, presidente Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, in occasione della presentazione del dati del Rapporto oggi a Roma. “Siamo convinti – ha aggiunto – che la raccolta e la condivisione di informazioni, alla base del confronto e dei processi decisionali, possano contribuire a ridurre il peso clinico, sociale ed economico che queste malattie rappresentano e potranno rappresentare”.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’, la diffusione del diabete di tipo 2 e’ quasi raddoppiata negli ultimi trent’anni, cosi’ come la mortalita’ legata alla malattia o alle complicazioni. Le previsioni dicono che, entro il 2030, rappresentera’ in Europa la quarta causa di morte, contribuendo cosi’ alla mortalita’ della popolazione piu’ di quanto non facciano collettivamente Aids, malaria e tubercolosi. In Italia, secondo i dati Istat del 2016, sono oltre 3 milioni e 200mila le persone che dichiarano di avere il diabete, passando cosi’ negli ultimi trent’anni dal 2,9 % al 5,6 % dell’intera popolazione. Questo aumento e’ dovuto all’invecchiamento della popolazione, all’aumento della sopravvivenza dei malati di diabete e all’anticipazione dell’eta’ in cui si diagnostica la malattia. Ad esempio, rispetto al 2000, la percentuale di uomini 55-64enni con diagnosi di diabete e’ passata da 6,8 % all’ 8,8 %, mentre tra i 75-79enni dal 14,9 % al 20,4 %. Invece, per le donne fino ai 79 anni le differenze nel tempo sono molto meno rilevanti, acuendosi solo tra le ultraottantenni, con un picco di 21,9 % nel 2016 a fronte del 14,9 % nel 2000. 
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