Fare il punto sulle iniziative nazionali e internazionali nel campo della salute digitale per la sclerosi multipla: è stato questo il tema al centro del corso di formazione per neurologi organizzato lo scorso 23 febbraio dalla Clinica neurologica dell’Università Vanvitelli di Napoli, diretta da Gioacchino Tedeschi, intitolato ‘E-Health & Sclerosi Multipla’ e realizzato grazie al contributo non condizionato di Teva Italia. “Il web e la tecnologia digitale ci offrono una maniera innovativa di affrontare l’assistenza ai pazienti, che in quanto medici dobbiamo conoscere e saper guidare”, spiega Tedeschi che sottolinea quanto sia importante “formare i medici nel campo della salute digitale”.

Se ben gestiti, i social network possono diventare un luogo di corretta informazione scientifica e di contatto reale con i pazienti, osservano gli esperti del Vanvitelli, citando come dimostrazione il sito ‘Sm Social Network’ (www.smsocialnetwork.it) gestito proprio dalla Clinica neurologica partenopea: “Grazie a questo strumento abbiamo coinvolto 13 mila persone che dialogano fra loro in maniera costruttiva e corretta – evidenzia il neurologo Luigi Lavorgna, ideatore del corso di formazione – L’ascolto delle conversazioni dei pazienti, che possiamo avere grazie al social network, ci permette di essere loro più vicini e di rispondere meglio alle loro domande di informazione”.

Social network, App, videogiochi e wearable device offrono una grande opportunità, dicono gli specialisti: mettono i pazienti al centro della loro storia di malattia e promuovono una comunicazione nuova, con gli altri pazienti ma anche con i medici e le istituzioni. Inoltre, la riabilitazione cognitiva e quella fisica possono essere associate attraverso l’exergaming, cioè l’uso di videogiochi pensati per integrare l’attività che le persone con sclerosi multipla fanno presso i centri Sm. “A breve – ha annunciato nel corso del convegno Luca Prosperini dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma – partirà uno studio multicentrico sull’exergaming supportato dall’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) con la sua Fondazione, che vuole dimostrare l’efficacia di uno strumento ludico nella riabilitazione fisica e cognitiva di persone con sclerosi”.

Infine, un’ulteriore innovazione arriva dai dispositivi indossabili, o wearable devices, braccialetti che monitorano l’attività fisica o che tengono sotto controllo i parametri vitali, fino ai vestiti realizzati con filati intelligenti che incorporano sensori di movimento: “Le potenzialità dell’uso di questi strumenti sono grandi, ma ancora mancano dati sulla loro affidabilità. Per questo è importante che vengano condotti studi su ampie popolazioni, come stiamo facendo al Centro Sm del San Raffaele”, conclude Letizia Leocani, neurologa all’Irccs ospedale San Raffaele di Milano.

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