Nel mondo oltre 1 miliardo di persone, circa il 15% della popolazione, soffre di una qualche forma di disabilita’, che rende vulnerabili. Lo afferma la Caritas Italiana, che oggi pubblica lo studio: “Una scuola per tutti. Il diritto all’educazione per i bambini con disabilita’”, Dossier con dati e testimonianze con un focus sulla condizione dei minori ad Haiti dove solo il 7% dei bambini disabili partecipa a un percorso scolastico, mentre il tasso medio di scolarizzazione dei bambini senza disabilita’ e’ del 90%. Dopo il terremoto del 2010 c’e’ stata una grande mobilitazione. Anche Caritas Italiana si e’ attivata sostenendo 212 progetti per oltre 24 milioni di euro. Questa presenza internazionale, unita all’aumento dei casi di persone rimaste disabili a seguito delle ferite riportate dalla catastrofe, hanno portato all’attenzione il problema facendo anche emergere dall’oscurita’ situazioni diffuse di emarginazione e abbandono, discriminazione e superstizione, alle quali i disabili venivano sottoposti vivendo spesso in forme di segregazione.

Circa l’80% delle persone disabili vive nei Paesi in via di sviluppo, dove un terzo dei bambini in eta’ scolare e’ affetto da disabilita’. Nell’Unione Europea la percentuale delle persone disabili e’ valutata dal Forum europeo in almeno 50 milioni di persone. A causa dell’invecchiamento della popolazione le percentuali di disabilita’ stanno aumentando. Ogni famiglia allargata conta almeno un membro disabile. Il percorso verso l’integrazione nella societa’ per le persone con disabilita’ e’ particolarmente complesso – ricorda la Caritas – e disseminato di ostacoli. Caritas nel nuovo dossier “Una scuola per tutti. Il diritto all’educazione per i bambini con disabilita’”, sottolinea come ci sia un legame bidirezionale tra poverta’ e disabilita’: la disabilita’ puo’ aumentare il rischio di poverta’ e la poverta’ puo’ aumentare il rischio di disabilita’. L’inizio della disabilita’ puo’ portare al peggioramento del benessere sociale ed economico con un impatto negativo sull’istruzione, l’occupazione e i guadagni, comportando un aumento delle spese per la propria autosufficienza. A causa dei maggiori costi, le persone con disabilita’ e le loro famiglie sono piu’ povere di quelle non disabili a parita’ di reddito. I bambini con disabilita’ hanno meno probabilita’ di frequentare la scuola, sperimentando cosi’ opportunita’ limitate. Le persone con disabilita’ hanno maggiori probabilita’ di essere disoccupate e generalmente guadagnano meno quando impiegate. Inoltre, sia l’occupazione che il reddito peggiorano con l’aumentare della gravita’ della disabilita’. Ma e’ anche la poverta’ stessa che puo’ aumentare il rischio di disabilita’. Uno studio condotto su 56 Paesi in via di sviluppo ha rilevato come poverta’ e salute siano intrinsecamente correlati. Le condizioni sanitarie precarie, la malnutrizione, la mancanza di acqua pulita o igiene adeguata, il lavoro e condizioni di vita non sicure sono fattori che possono aumentare la probabilita’ di diventare disabile. Come per tutti, anche per i bambini con disabilita’ l’educazione e’ un diritto fondamentale; tuttavia, e’ proprio nei Paesi in via di sviluppo come Haiti che la situazione risulta inevitabilmente piu’ complessa: in queste aree il percorso verso un’educazione inclusiva e’ solo all’inizio. 
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