Il blocco del turn over ha fatto il suo tempo e non ha sortito gli effetti voluti, per questo “si sta tenendo un’interlocuzione tra i Ministeri competenti e le Regioni per condividere un’ipotesi normativa, da adottare in tempi rapidi, volta ad allentare ragionevolmente i vincoli di spesa per l’anno 2019 e ad incrementare il livello di spesa massimo per l’anno 2020 anche per le Regioni in piano di rientro, per le quali dev’essere espressamente attribuita valenza prioritaria alle assunzioni indispensabili per l’implementazione dei presidi sanitari pubblici programmati”.

Risponde così – per voce del ministro per i Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro – il ministro della Salute, Giulia Grillo, assente oggi dal question time per motivi di salute, a una interrogazione sulle iniziative volte a fronteggiare la grave carenza di personale nel Servizio sanitario nazionale.

“E’ vero che, negli anni, sono stati fatti tentativi per favorire nuove assunzioni e, nello stesso tempo, per risolvere il problema del precariato – osserva – . Tuttavia, nessun tentativo ha sortito effetti significativi, sia per la ristrettezza delle risorse economiche, che a causa del perdurante limite di spesa del personale degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, che tuttora impedisce ogni seria azione nella direzione di un effettivo ed adeguato turn over del personale”. “E’ giunto il momento di dire con franchezza – chiarisce – che il limite di spesa del personale degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, che tuttora impedisce ogni seria azione nella direzione di un effettivo ed adeguato turn over del personale ha perso nel tempo qualsiasi attualità e significato: esso, anzi, ha finito per produrre, nel lungo periodo, effetti distorsivi della spesa stessa – dato che molte Aziende, per aggirare i vincoli assunzionali, hanno fatto ricorso ad esternalizzazioni – mettendo a rischio anche la qualità dei servizi sanitari”. Di qui “l’iniziativa appena intrapresa, che il ministro rivendica con forza, che è rivolta a rivedere questo vincolo, adottando, se del caso, misure progressive o comunque tali da non penalizzare le Regioni in piano di rientro – le quali, anzi, più delle altre, avrebbero bisogno di investire innanzitutto nelle risorse umane, fermi restando i limiti dei rispettivi piani di rientro”.

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