Sardegna sempre in prima linea sul fronte delle donazioni d’organo e trapianti. Lo confermano i dati del Centro Regionale Trapianti (CRT) forniti dalla coordinatrice regionale dei trapianti Francesca Zorcolo in occasione del corso TPM (Transplant Procurement Management) Sardegna, importante evento formativo organizzato dal CRT in collaborazione col Centro Nazionale Trapianti e del Donation & Transplantation Institute DTI- Foundation di Barcellona, che ha visto l’intervento come docenti di numerosi esperti della Rete Nazionale Trapianti e di Jose Louis Escalante, direttore del Programma Trapianti del Hospital General Universitario Maranon di Madrid e ideatore della particolare metodologia didattica del TPM esportata in tutto il mondo. Sul fronte dei dati, il report del CRT per il 2017 registra 67 donatori segnalati al Centro regionale, 39 donatori effettivi con prelievo di almeno un organo. Le opposizioni alla donazione sono state 18 (26,8 per cento). I trapianti effettuati nel Centro del Brotzu sono stati 25 di rene singolo, uno di doppio rene, uno combinato di rene e pancreas, uno combinato di rene e fegato, 22 trapianti di fegato intero e due di emifegato destro (tecnica split-liver) e tre trapianti di cuore. A questi si sono aggiunti quattro trapianti di rene da donatore vivente. “Quest’anno come donazioni stiamo andando molto bene con 29 donatori segnalati dei quali 19 sono diventati effettivi ossia hanno avuto il prelievo almeno di un organo. Solamente 3 opposizioni alla donazione (10,3 per cento), un dato veramente bassissimo rispetto agli anni passati e rispetto alle altre regioni italiane”. Analizzando i dati del report del CRT al 30 Aprile 2018, si desume che il numero di interventi di trapianto effettuati in Sardegna invece, in proporzione, non ha avuto un incremento: 10 trapianti di rene singolo, uno di doppio rene, due trapianti combinati di rene e pancreas e 12 trapianti di fegato. “La motivazione e’ da ricercare nella percentuale maggiore quest’anno, e anche nel 2017, di donatori sopra i 65 anni e di donatori con maggior rischio di trasmissione di patologie oppure con organi non ottimali per i riceventi presenti nelle nostre liste d’attesa e quindi trapiantati in altre regioni”. “Sono numeri – conclude Francesca Zorcolo – che ribadiscono l’importanza della comunicazione in tema di donazioni ed e’ proprio per questo motivo che l’Azienda per la Tutela della Salute, il Centro Regionale Trapianti e le Associazioni di volontariato che si occupano di donazione, aderiscono alla giornata del donatore indetta per domenica 27 maggio”. Attraverso i canali social, si puo’ aderire alla campagna #sonoundonatore postando una foto con in mano il “tesserino blu” (dichiarazione di volonta’ sulla donazione di organi e tessuti) presente sul sito del Ministero della salute. Tornando al corso residenziale full immersion, hanno partecipato alla formazione quaranta operatori sanitari sardi scelti dai coordinatori ospedalieri dei prelievi d’organo tra i professionisti medici ed infermieri di tutte le terapie intensive dell’Isola. Molte sono state le esercitazioni pratiche con simulazioni di situazioni cliniche e di colloqui per la comunicazione dell’avvenuto decesso ai familiari dei potenziali donatori con riprese video e feedback con assistenza della psicologa. I professionisti sono tornati a casa in arricchiti dalle nuove informazioni acquisite e dalla condivisione di esperienze con docenti e i colleghi degli altri ospedali e fortemente motivati a mettere del proprio per migliorare l’attivita’ donativa nel proprio ospedale. “Quest’anno con un grosso sforzo sia organizzativo che economico regionale siamo riusciti a realizzare in Sardegna il Corso TPM (Transplant Procurement Management)”, ha spiegato la coordinatrice regionale dei trapianti

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