Il 25 per cento dei polipi del colon “sfugge” alla colonscopia, cioe’ non e’ individuato dal medico che sta eseguendo l’esame: un dato allarmante perche’ questi polipi in oltre il 90 per cento dei casi si evolvono divenendo tumori. Per aumentare l’efficacia di questo esame l’Associazione Italiana dei Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (Aigo) e la Societa’ Italiana di Endoscopia Digestiva (Sied) lanciano il progetto Integrated Colonoscopy Improvement Program in Italy (Incipit), che prevede training e il monitoraggio dell’accuratezza di queste prestazioni. Le cause che possono spiegare questo tasso di polipi non identificati sono differenti: la loro localizzazione e morfologia, le tecniche endoscopiche, il raggiungimento del cieco all’interno dell’intestino, la pulizia intestinale, l’esperienza dell’endoscopista. “La colonscopia e’ un esame molto importante: uno studio dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri, infatti, mostra che grazie alla diagnosi precoce e’ possibile salvare un paziente su quattro”, ha detto Gioacchino Leandro, presidente dell’Aigo. “Si tratta, tuttavia, di una procedura complessa: riteniamo che per ottenere risultati ottimali sia necessaria una sufficiente esperienza e un consistente training, attraverso programmi efficaci e costanti, che affrontino oltre a competenze manuali, tecnologiche e strumentali anche aspetti piu’ strettamente teorici”, ha aggiunto.

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