“Non ho mai avviato dossieraggi (e mai lo farò), figuriamoci via chat! Il Movimento 5 Stelle è per la trasparenza, per cui mi interessava semplicemente capire in vista di nuove nomine, qualche nota di rilievo pubblica di cui non ero a conoscenza. Ho dichiarato che alcuni ex componenti avrebbero potuto essere rinominati, mi interessava avere qualche informazione”. Lo afferma il ministro della Salute Giulia Grillo in merito all’articolo secondo cui avrebbe richiesto informazioni sull’orientamento politico dei membri del Css che ha provocato polemiche e reazioni.

“Oggi Repubblica – spiega Grillo – pubblica uno stralcio di un documento che proverebbe la mia intenzione di ‘schedare’ i componenti uscenti del Css. Facciamo chiarezza. Innanzitutto mostro il documento integrale cui si fa riferimento e che non è stato sollecitato da me prima di decidere la revoca delle nomine dei membri non di diritto del Css, ma costituisce un appunto del tutto informale che ho chiesto in chat ai miei colleghi parlamentari dopo aver sciolto la commissione”. Perché l’ho fatto?, rileva il ministro, “Perché a seguito dello scioglimento del Css da più parti, in primis dalle dichiarazioni della ex presidente Siliquini, si chiedeva di agire separando la politica dalla scienza. Semplicemente nel corso di normali interlocuzioni, ho chiesto ai colleghi se avevano notizie di attività politica da parte degli ormai ex membri. Il risultato è sotto i vostri occhi. Vi sembra un dossier? Non ho mai avviato dossieraggi (e mai lo farò)”. Grillo sottolinea inoltre che “dal testo non vi sono demeriti: nessuno è così folle da pensare che aver operato un ex presidente del Consiglio possa costituire una nota negativa o che avere una moglie che ha collaborato con un esponente politico dell’opposizione possa costituire un vulnus”. “Ho agito e agirò sempre per i cittadini – conclude Grillo – in trasparenza, per valorizzare il merito nelle nomine e non le appartenenze politiche”.

“Noi difenderemo sempre la libertà della scienza, non consentiremo mai nessun bavaglio antiscientifico. Schedare gli scienziati sulla base del proprio orientamento politico è inaudito. Distinguere i buoni dai cattivi, in medicina e nella scienza, sulla base della vicinanza al proprio schieramento è una vergogna inaccettabile. Chiedere addirittura di segnalare nei CV eventuali attività, anche passate, di natura politica proprie e dei propri familiari è persino una forzatura in aperto contrasto con la Costituzione”, ha scritto su Facebook Maurizio Martina, candidato alla segreteria del Pd, commentando la notizia della richiesta di informazioni sull’orientamento politico dei membri del Istituto superiore di sanità. “Vogliono imbavagliare la scienza – aggiunge Martina – e omologare alla loro ideologia antiscientifica un intero paese. Vogliono riportarci indietro, ma non ci riusciranno. Combatteremo sempre contro ogni oscurantismo e contro ogni prevaricazione di questo governo. Non riporteranno l’Italia al Medioevo”.
“Da cittadina italiana dico che quello che è successo è scandaloso e da scienziata è ancora peggio”, dice Roberta Siliquini, ex presidente del Consiglio superiore di sanità (Css). “Non si è mai visto in un Paese civile – sottolinea Siliquini- che degli scienziati vengano scelti per i loro compiti sulla base dei loro orientamenti politici e di parentele”. Inoltre, rileva, “il fatto di fare o di aver fatto parte della vita politica del proprio Paese può essere solo una nota di merito che attiene alla responsabilità civile. Per questo dico che tutto ciò è scandaloso”. Questo governo, afferma Siliquini, “sta prendendo decisioni relative agli scienziati non nel rispetto e sulla base delle loro competenze, bensì sulla base dell’orientamento politico, mettendo così a rischio l’indipendenza della scienza”.

 

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