Il boss stragista Giuseppe Setola

Mario Caiazzo

Bisognerà aspettare fino al prossimo nove aprile per quantificare la richiesta di condanna da parte del pubblico ministero nei confronti di Aldo Fronterrè, ex primario della clinica Maugeri di Pavia, imputato nel processo che si sta svolgendo presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Al medico oculista, l’accusa contesta i reati di concorso esterno in associazione camorristica e di false attestazioni all’autorità giudiziaria. Attestazioni che, secondo i magistrati, sarebbero appunto fasulle e avrebbero permesso al boss Giuseppe Setola, alias ’o cecato, di ottenere gli arresti domiciliari (successivamente elusi per darsi alla latitanza).

Giovanni Melillo, procuratore della Repubblica di Napoli

Alla sbarra nel processo, insieme a Fronterrè, c’è proprio il capo dell’ala stragista dei Casalesi. I legali di quest’ultimo partecipando all’astensione in atto ieri, hanno per forza di cose fatto slittare la fase finale della requisitoria del pubblico ministero. Tornando a Fronterrè, il medico oculista è difeso dagli avvocati Pasquale Coppola e Marco Imbimbo. «Mi dispiace che la requisitoria sia slittata – ha dichiarato l’avvocato Coppola – Noi vogliamo che al più presto emerga la verità e sia fatta giustizia per il nostro assistito, affinché sia messa la parola fine al massacro, anche mediatico, che sta subendo. Si tratta di un professionista stimato che non ha mai detto che Setola non potesse sparare». Secondo l’accusa, Aldo Fronterrè, in un periodo temporale che va dalla fine del 2006 all’inizio del 2007, avrebbe diagnosticato a Giuseppe Setola un foro maculare all’occhio destro, malattia di cui quest’ultimo, però, non avrebbe mai sofferto. Setola invece ha problemi all’occhio sinistro a causa di un trauma subìto in giovane età.