In seguito all’ottimo lavoro svolto per intervenire sulle terribili condizioni di Arturo Puoti, il 17enne accoltellato dalla baby gang di Via Foria la scorsa settimana, e ridotto in fin di vita, Mario Forlenza, Direttore Generale dell’Al Na 1 Centro, ha diramato il seguente comunicato stampa:
“Il 18 dicembre giungeva presso il pronto soccorso del P.O. S.G.Bosco un ragazzo, Puoti Arturo ,di anni 17 brutalmente accoltellato da coetanei e giunto in ospedale in shock emorragico codice rosso per ferite al collo, al torace e al braccio multiple da punta e taglio che gli avevano procurato Emo pnx e lacerazione della giugulare interna di destra, in imminente pericolo di vita. In tempi rapidissimi è stato trasferito in sala operatoria dove è stato trattato da due equipe chirurgiche contemporaneamente quella di chirurgia generale e di chirurgia vascolare. Gli infermieri smontanti di sala operatoria sono rimasti in servizio e il centro trasfusionale rimase aperto oltre l’orario per tutte le evenienze. Dopo l’intervento il ragazzo fu trasferito in rianimazione per uscirne dopo tre giorni fuori pericolo. Il 25 dicembre, giorno della festività del Natale, si è reso necessario trasferirlo presso l’ospedale Monaldi per trattare le lesioni concomitanti che rischiavano un peggioramento. Il dr. Sorge allertato dal Dott. De Maria,che era di turno, in relazione a questo trasferimento, convinto che lo stesso era necessario per il completo recupero del paziente, nonostante il parere contrario di altri medici, ha personalmente accompagnato il ragazzo in ambulanza presso il Monaldi dove ad attenderlo c’era il primario del reparto di destinazione. Molteplici sono state le attestazioni di stima da parte della madre del ragazzo sugli organi di stampa e in tv della stampa nazionale verso la struttura P.O.S.GIOVANNI BOSCO e il personale medico e sanitario che ha operato per salvare la vita del proprio figlio. In particolare il giorno successivo al trasferimento la madre ringraziava in diretta al tg 3 nazionale e regionale e su altre reti nazionali la citata struttura e gli operatori sanitari. Ciò dimostra che la buona sanità e’ possibile a condizione che ognuno faccia il proprio dovere anche e soprattutto assumendosi precise responsabilità “
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