“Ci si chiede come mai l’Osservatorio delle buone pratiche in sanità, che si è da poco insediato in Agenas, non abbia tra i propri componenti anche la rappresentanza della categoria ostetrica. La Federazione nazionale degli Ordini della professione di ostetrica (Fnopo), infatti, se da una parte plaude alla costituzione di tale organismo la cui importanza è strategica per la rilevazione degli eventi avversi in sanità, non può non essere critica per l’attuale composizione, ‘monca’ della rappresentanza di tutte le professioni sanitarie e normate e che rischia pertanto di creare un vulnus pericoloso nel compito che l’Osservatorio intende perseguire”. Lo affermano in una nota i vertici della Fnopo.

“Com’è noto, infatti – aggiungono – l’ambito di competenza della Professione ostetrica ostetrico ginecologico e neonatale, è tra quelli a maggior rischio per gli eventi avversi e per i quali le ostetriche svolgono un importante compito di rilevazione dei dati. Inoltre, se tra gli intenti dell’Osservatorio vi è anche il superamento della frammentarietà in tema di sicurezza delle cure a vantaggio dell’unitarietà con il coinvolgimento di tutti i soggetti ai diversi livelli decisionali, in particolare dei professionisti sanitari, e la promozione della cultura dell’appropriatezza e della sicurezza delle cure che questi erogano, è evidente includere la nostra categoria, al pari delle altre professioni sanitarie normate e ordinate assenti, risulti un passo da attuare”.

“La Federazione, consapevole della delicata quanto significativa funzione svolta dalle ostetriche nel proprio ambito – conclude la presidente Fnopo, Maria Vicario, assieme alle componenti del Comitato centrale – ha già provveduto a inviare due note con richiesta di integrazione dell’Osservatorio, sia al competente ministero della Salute sia alla stessa Agenas, affinché con la propria presenza la Fnopo potrà contribuire direttamente, per l’area materno-infantile, all’individuazione e alla definizione di misure per la prevenzione e la gestione del rischio, nonché, di percorsi per la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario di area”.

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