Il ministro della Salute, Giulia Grillo
“Ha ragione il ministro Grillo: i primi problemi da risolvere sono quelli che hanno i cittadini e i principali interlocutori da attivare sono senza dubbio le Regioni. E una delle questioni da chiarire e risolvere, dopo il pieno soddisfacimento dei loro bisogni di salute, riguarda le liste di attesa che non solo penalizzano spesso i più fragili, quelli che non possono ricorrere a strutture diverse dal pubblico, ma esasperano anche gli animi di chi resta ore fuori del pronto soccorso o in attesa di un intervento, con reazioni spesso aggressive ai danni dei professionisti”. Così gli infermieri Fnopi rispondono al ministro Grillo intenzionata ad affrontare subito il problema delle liste d’attesa.

“Eppure le soluzioni possibili ci sono – afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), il più numeroso d`Itala con oltre 450mila iscritti, in vista della raccolta di informazioni sollecitata dal ministro – lo hanno dimostrato alcune Regioni benchmark dove il fenomeno ha cominciato a essere arginato. E lo dimostrano ancora di più con iniziative come gli ambulatori a bassa intensità di cura, il potenziamento dei servizi territoriali e domiciliari e l`intramoenia aziendale, quella cioè che la struttura chiede ai suoi professionisti a proprie spese per far fronte a necessità che nascono il più delle volte da carenze di organici o da eccesso di domanda”.

“Le strutture a bassa intensità di cura – aggiunge Mangiacavalli – sono scritte nel Piano nazionale cronicità, nel Patto per la salute e anche nel programma del nuovo Governo e rappresentano una risposta multi professionale sempre più necessaria”.

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