Facciamo nostre le preoccupazioni di Cittadinanzattiva in merito alle anticipazioni avute sul decreto di riparto del fondo di 60 milioni di euro stanziato, grazie alla mobilitazione dell’associazione di cittadini, per ridurre il peso dei ticket in sanità. Se confermati, i criteri di ripartizione del fondo andrebbero, ancora una volta, a penalizzare le Regioni del Sud, a favore di cinque Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana) alle quali verrebbero assegnate il 70% delle risorse. Ci preoccupa questa logica della Conferenza delle Regioni che, più che appianare le disuguaglianze tra Regioni, come sarebbe suo obiettivo, sembra voler coprire le responsabilità di tali iniquità “arrestando i soliti sospetti”, per dirla come Humphrey Bogart in Casablanca, penalizzando cioè ulteriormente quei territori che, per livelli di accessibilità alle cure, di ricchezza pro capite, di indice di occupazione, e di altri indicatori sanitari e sociali partono già in svantaggio”, così il presidente della Fnomceo Filippo Anelli. “Ci mette in allarme prendere atto che la Conferenza delle Regioni si è sinora chiusa a qualsiasi confronto sia con i medici e con gli altri professionisti, sia con i cittadini, parti sociali legittimate e competenti ad intervenire al fine di contribuire alla definizione degli obiettivi di salute. Il Decreto di ripartizione del ‘fondo ticket sanitari’ – continua il presidente Fnomceo – scritto senza consultare le organizzazioni dei cittadini che pure lo avevano chiesto ed ottenuto, è solo l’ultimo atto di un copione che sembra ormai già scritto: le Regioni non ci hanno mai fornito risposte esaurienti e chiare sulla volontà di trovare una soluzione alla carenza di Medici di Medicina Generale e Specialisti, anche accettando i quaranta milioni di euro provenienti dai fondi degli obiettivi di piano che il Ministero della Salute si era offerto di vincolare a tal fine. Le Regioni non hanno avviato alcun confronto sulle tante richieste di modifica dei criteri di ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale, in modo da calmierare le disuguaglianze di salute nel paese. Ancora, le Regioni si sono tenute fuori dal dibattito accesosi sulle aggressioni contro gli operatori della sanità, evitando di prendere posizioni e arroccandosi in un silenzio assordante”. “Su tutti questi argomenti, chiediamo di incontrare il Coordinatore della Conferenza delle Regioni, Presidente Stefano Bonaccini: perché come non si può fare una sanità senza medici, così non si può fare una sanità efficiente, efficace, universalistica ed il equa senza ascoltare le istanze dei medici, dei professionisti sanitari, dei cittadini”, conclude Anelli.
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