Un frame del video dei carabinieri depositato nell'ambito delle indagini sui furbetti del cartellino
Un frame del video dei carabinieri depositato nell'ambito delle indagini sui furbetti del cartellino

Mario Caiazzo

Era il 24 febbraio del 2017, quando l’ospedale Loreto Mare fu squassato dalle fondamenta dal cosiddetto scandalo degli assenteisti o dei furbetti del cartellino. La maxi operazione dei carabinieri portò a novantaquattro indagati e a 55 arresti. I rinviati a giudizio sono una ottantina. Proprio seguendo quelle tracce, una serie di falsi (soprattutto lastre delle radiografie) che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati prodotti presso il reparto di Ortopedia, e finti incidenti stradali, gli investigatori hanno avviato diversi filoni di indagine. Uno di questi ha investito l’ospedale San Paolo con il presunto giro di finti sinistri e traffico di Tac, un altro, invece ha fatto finire nel mirino addirittura gli uffici della Prefettura di Napoli.

Il Palazzo della Prefettura

Perquisizioni sono state effettuate nei locali di Via Amerigo Vespucci, mentre 15 persone risultano indagate. Gli avvisi di garanzia sono stati prodotti nei confronti di chi è sospettato di far parte di un gruppo, che dietro pagamento, avrebbe procurato ai richiedenti patenti, permessi di soggiorno o passaporti. Ma cosa c’entra il Loreto Mare con la presunta gang? Bisogna di nuovo tornare al blitz anti assenteisti. Dopo quell’indagine i militari dell’Arma si rendono conto che presso il reparto di Ortopedia del nosocomio qualcosa non quadri. Si individuano, infatti, alcune lastre che erano state prodotte in serie, ma ogni volta attribuite a ‘vittime’ diverse di sinistri stradali. Si fa spazio l’ipotesi di una possibile compravendita di quelle attestazioni, che secondo gli investigatori, sarebbero state oggetto di interesse da parte di un gruppo specializzato nelle truffe alle assicurazioni. Raggiri imbastiti attraverso incidenti che non sono mai avvenuti.