L’invecchiamento del volto e’ caratterizzato da una perdita graduale di spessore ed elasticita’ della cute, secondari alla riduzione dei costituenti il tessuto dermico, cioe’ fibre di collagene, acido ialuronico ed elastina. I filler dermici (sostantivo derivato dal verbo inglese ‘to fill’: riempire) rappresentano attualmente un mezzo accurato e versatile per il ringiovanimento del volto e secondo l’American society of Plastic Surgeons la loro iniezione e’ divenuta una delle procedure di medicina estetica piu’ eseguite negli Stati Uniti, seconda solo all’iniezione di tossina botulinica. Dalle indicazioni iniziali, limitate al trattamento delle rughe e dei solchi del volto, si e’ passati quindi a trattamenti piu’ sofisticati, come l’aumento di volume e la correzione del profilo. Se n’e’ parlato a Roma in occasione della giornata di apertura del 39esimo Congresso nazionale della Societa’ italiana di medicina Estetica.

I prodotti attualmente in uso, intanto, sono molteplici e si possono distinguere in base alla loro composizione chimica. Ai filler biologici, che costituiscono la classe di sostanze piu’ utilizzate nella pratica clinica, appartengono quelli a base di acido ialuronico, costituente naturale della maggior parte della matrice dermica.

La sua caratteristica fondamentale risiede nella proprieta’ di attirare un notevole quantita’ di molecole di acqua, conferendo ai tessuti nei quali viene iniettato un aspetto riempitivo di estrema naturalezza. I tempi di riassorbimento dei filler a base di acido ialuronico, cioe’ la durata di permanenza e il loro effetto di riempimento, sono variabili in funzione della formulazione, concentrazione e grado di cross linking delle molecole.

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