“È il tempo di indire gli Stati generali della professione medica. È il tempo di attivarci, di essere concreti e di avviare un confronto con tutta la professione, coinvolgendo l’intera societa’ civile”. Con questa ‘chiamata alle armi’ per tutti i medici e gli odontoiatri italiani si e’ conclusa la prima relazione da presidente di Filippo Anelli al Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), vale a dire l’assemblea dei 106 presidenti degli Ordini provinciali, a Roma. “Vi propongo di lavorare tutti insieme- ha affermato Anelli- di farne un grande evento politico per dire a tutti che i medici vogliono fare i medici e per questo sono pronti a sfidare il cambiamento. Stati generali non come un luogo ma come un avvenimento attraverso il quale la professione decide cosa fare. Decide il proprio destino”. Da dove nasce questo bisogno forte di ‘un cambio di passo’, dei quali i medici vogliono essere motori e protagonisti? Nasce dalla riscoperta dei valori in parte traditi del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che compie proprio nel 2018 quarant’anni e mostra le prime rughe, non riuscendo piu’ a garantire appieno uguaglianza equita’ e solidarieta’ nell’accesso alle cure. “Come medico non posso accettare che un milione e duecentomila italiani abbiano rinunciato a una terapia o a un esame diagnostico perche’ non potevano permetterselo” si e’ indignato Anelli. Una denuncia a tutto tondo, la sua, contro le disuguaglianze di salute tra Nord e Sud Italia, contro la violenza agli operatori sanitari, contro il gender gap che penalizza ancora le colleghe donne, contro l’aziendalizzazione della sanita’, che ha reso le cure mere prestazioni e i medici ingranaggi del processo produttivo. Ma anche soluzioni a tutto tondo, da trovare lavorando tutti insieme, medici, odontoiatri, sindacati, societa’ scientifiche, associazioni culturali, politica, istituzione,societa’ civile. “I medici vogliono e devono farsi carico della salute dei cittadini. Ma lo vogliono fare da medici, da professionisti della salute, mettendo a disposizione tutto il bagaglio di competenze ed il ruolo sociale che spetta loro- ha spiegato il presidente Fnomceo- Per far questo e’ necessario garantire liberta’, indipendenza, autonomia e responsabilita’, cosi’ come previste dal Codice Deontologico. Questo chiediamo alla ‘politica’: non vogliamo essere piu’ considerati ‘produttori di spesa’, come sinora e’ successo. Vogliamo essere ‘produttori di salute‘, perche’ la salute e’ un diritto fondamentale per i cittadini. La salute pubblica e’ un bene comune, e’ ricchezza per l’intera societa’”. Da qui l’appello a unirsi negli Stati Generali, con l’obiettivo di costruire una piattaforma che lavorera’ su diverse direttrici. Ne scaturira’, il prossimo anno, un Documento operativo, da cui procedere su due fronti: la revisione del Codice Deontologico e la riforma del Servizo Sanitari Nazionale. “Un obiettivo ambizioso? Certamente- ha concluso- Ma se non abbiamo l’ambizione e’ difficile cambiare le cose. Noi ci candidiamo a farlo, con il vostro aiuto, perche’ non puo’ esistere buona sanita’ senza i medici”.
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