«Il ministro Grillo ha perfettamente ragione: il rapporto medico-paziente va rivisto. Va rivisto perché è cambiata la società, sono mutate le esigenze dei cittadini, è cresciuta la consapevolezza sui loro diritti. È diverso il modo stesso di attuare la medicina: le nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale, i progressi straordinari della ricerca hanno spalancato nuovi scenari inimmaginabili solo pochi anni fa, modificando le aspettative di medici e pazienti e la relazione di cura. È per queste ragioni che un anno fa, il 24 marzo del 2018, ho indetto gli Stati Generali della professione medico-odontoiatrica e avviato così una grande riflessione all’interno del mondo medico e della società civile sul ruolo stesso dei professionisti e sui nuovi paradigmi della Medicina. Di qui l’invito al Ministro a partecipare, sapendo che molte delle anomalie che oggi inficiano la Relazione di cura e il rapporto tra i medici e i cittadini sono correlati a interventi messi in atto dallo Stato e dalle Regioni e che limitano fortemente l’autonomia dei professionisti». Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli risponde idealmente al Ministro della Salute Giulia Grillo che, intervistata nei giorni scorsi ad Agorà, aveva invitato i medici a rivedere il loro rapporto con i cittadini, in quanto continua ad avere ‘testimonianze negative da parte della gente’. E, incalzata dalla conduttrice Serena Bortone che le chiedeva se il rapporto ‘particolarmente critico’ fosse ‘colpa dei medici’, aveva affermato: “Non lo voglio dire ma ci sono state situazioni anche esasperate mediaticamente che hanno interrotto quel rapporto di alleanza”. «Di fatto la Politica – continua Anelli –, nel limitare il medico, ha voluto e continua a volere un’assistenza dettata piuttosto dagli algoritmi che dall’Alleanza terapeutica. La Relazione di cura, infatti, nel rispettare l’autonomia del medico, tiene conto dell’autodeterminazione del paziente. È un rapporto che non può che fondarsi sulla fiducia reciproca, nella piena tutela dei rispettivi diritti». «La Politica si prenda le sue responsabilità – aggiunge ancora -. Gli sprechi, le strutture fatiscenti, le condizioni di lavoro impossibili in cui operano le guardie mediche e i colleghi dell’emergenza-urgenza dovrebbero essere l’ambito del loro impegno, sempre ricordando che le criticità del rapporto umano nascono anche da pazienti esasperati e in balia di comportamenti violenti, che purtroppo attraversano tutta la società, complice anche uno sdoganamento di atteggiamenti aggressivi e rancorosi». «La Politica faccia dunque un passo indietro – conclude il presidente Fnomceo – ed eviti di anteporre le sue esigenze ai reali diritti dei cittadini. Rispetti la Scienza, le sue evidenze: la libertà della Scienza e l’autonomia della Professione sono le prime e le migliori garanzie per tutelare la salute delle persone e della collettività».

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