Nel 2017 è più che raddoppiato il numero di infortuni sul lavoro o di malattie professionali che vedono coinvolte le mamme: oltre 4.700 i casi registrati lo scorso anno che hanno portato al raddoppio delle rendite riconosciute dall’Inail a donne con figli minorenni o universitari under 26, con una percentuale di inabilità permanente superiore al 16%. E’ una ricerca dell’Inas Cisl a fare il punto sulla difficoltà delle donne di conciliare vita familiare con quella lavorativa.

”Questi numeri confermano che la battaglia per la conciliazione tra vita e professione non è una semplice questione di principio: l’equilibrismo imposto alle mamme dalla società di oggi ha delle conseguenze molto tangibili sulla loro salute. Probabilmente la difficoltà di conciliare il tempo dedicato alla famiglia e quello trascorso in azienda hanno inciso sui livelli di attenzione e sulla resistenza fisica, con la conseguenza di notevoli danni alla salute”, denuncia Gigi Petteni, presidente dell’Inas, patronato della Cisl.

A dimostrarlo sopratutto il numero di infortuni in itinere, che sono “in costante crescita”: l’anno scorso le mamme che si sono viste riconoscere una rendita per questo tipo di incidente sono state 1.302; di queste 692 avevano tra i 40 e i 49 anni, erano cioè nella fascia di età in cui oggi, con una maternità che si sposta in avanti nel percorso di vita, si hanno figli piccoli da accompagnare a scuola, prima di arrivare al lavoro. In relazione al totale dei casi riconosciuti dall’Inail, restano pochi quelli di malattia professionale indennizzati: 476 contro 4.233 infortuni sul lavoro.

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