La Campania festeggia Samuel Hahnemann (1755-1843), il fondatore della medicina omeopatica i cui percorsi terapeutici continuano ancora oggi, soprattutto in Italia, a suscitare dibattito, polemiche e posizioni contrapposte: con fieri denigratori come la “premiata ditta” di due noti divulgatori scientifici del servizio pubblico, che nelle loro seguitissime trasmissioni televisive non fanno mistero di parteggiare apertamente contro l’omeopatia. Suscitando inevitabilmente, a più riprese, lo sdegno delle associazioni mediche e farmaceutiche di categoria, che si ritengono discriminate. Malgrado ciò, il successo dell’omeopatia tra pazienti e medici non accenna a diminuire. In tutto il mondo. E a Napoli, città sede della penetrazione in Italia dei princìpi di Hahnemann – come racconta un documentato libro, dal titolo Napoli e la nascita dell’omeopatia in Italia (1822), edito da Le Stagioni d’Italia e curato da Vega Palombi Martorano, past President dell’Apo, Associazione pazienti omeopatici ora presieduta dalla farmacista napoletana Marisa Certosino – non mancano testimonianze. E iniziative di confronto e aggregazione.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Omeopatia, se ne avrà un esempio con la manifestazione in programma sabato 5 maggio dalle ore 10 nell’Antro della Sibilla a Cuma (Pozzuoli), dal titolo: «Omeopatia concreta realtà. La Campania festeggia Hahnemann», promossa dalla Fiamo (Federazione italiana associazioni e medici omeopati) e dalla Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis in collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e la partecipazione di diversi gruppi farmaceutici e associazioni di impronta omeopatica.

La mattinata celebrativa, che prevede una passeggiata nel parco Archeologico Flegreo con la guida di Giuliana Boenzi, sarà aperta dal saluto del medico omeopata Gaetana Minichini, coordinatrice regionale della Fiamo e di Marisa Certosino, farmacista dello storico istituto omeopatico di piazza Dante che è tra i primi presìdi specializzati d’Italia. All’incontro/confronto che racconterà l’esperienza omeopatica tra passato e presente, con l’attuale casistica, interverranno anche gli omeopati Maria Desiderata D’Angelo, Domenico De Carlo, Andreina Fossati, Gilda La Bruna, Alfredo Lubrano, Marisa Santoianni, a disposizione delle domande dei partecipanti alla manifestazione. «La metodica omeopatica – sottolinea la dottoressa Minichini – non è un “pensiero magico” ma è frutto di studi approfonditi con sperimentazioni continue sull’uomo sano, a partire dal concetto che qualsiasi sostanza, capace di produrre sintomi nell’uomo sano, la stessa sostanza, diluita e dinamizzata, è capace di curarli. Questo è il principio di similitudine: similia similibus curentur».

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