Un ritrovato a base di fendimetrazina, sostanza anoressizzante vietata da 25 anni negli Stati Uniti e ritenuta responsabile di più di un decesso. Era questa l’accusa da cui si sono difesi i 9 imputati accusati dalla Procura di Roma di omissioni in atti d’ufficio per non aver disposto i dovuti controlli per evitare che in alcune farmacie della Capitale venissero preparati e poi messi in vendita i medicinali.

In particolare i giudici dell’VIII sezione penale del tribunale ieri – ma la notizia si è appresa oggi – hanno fatto cadere tutte le contestazioni. Sotto accusa c’erano all’inizio funzionari del ministero della Salute, farmacisti, l’ex comandante dei carabinieri del Nas di Roma Marco Datti e i responsabili dell’ufficio Vigilanza di due Asl. Il processo si è concentrato su fatti avvenuti tra il 2008 e il 2011.

L’avvocato Nicola Madia, che ha difeso il titolare di una farmacia, sottolinea: “E’ una vicenda che non stava in piedi e lo si era capito sin dall’inizio. Perché fino al 2 agosto 2011 in Italia era consentito l’utilizzo della fendimetrazina in composti galenici a fini anoressizzanti. Comunque oggi esprimo soddisfazione per l’assoluzione piena con l’unico rammarico che è arrivata dopo troppi anni di inutili patemi”. Insomma “era chiaro sin da subito che l’uso di questa sostanza era autorizzato dalla legge quando sono state preparati i medicinali da parte del mio assistito, il dottor Emanuele Coli”.

Il penalista ha poi ricordato come già in udienza preliminare fossero state prosciolte due dottoresse, in servizio al ministero. La sentenza dei giudici dell’VIII sezione, con presidente Liotta. ha ritenuto che il fatto non sussiste. Bisognerà attendere 90 giorni per il deposito delle motivazioni.

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