La disponibilita’ di nuovi farmaci biosimilari rappresenta un’opportunita’ per i pazienti e per il sistema sanitario nel suo complesso. Infatti, oltre a consentire l’accesso alle nuove terapie a un maggior numero di pazienti, contribuisce a liberare risorse finanziarie da re-investire nell’innovazione farmaceutica. Su questo tema di grande attualita’ si sono confrontati oggi a Mestre, in occasione dell’evento “Reumatologia e Dermatologia, un racconto in evoluzione”, clinici ed esperti di farmaco-economia, per tracciare insieme le principali sfide e opportunita’ aperte dai biosimilari di Sandoz a base di etanercept e rituximab. “Etanercept e’ indicato per il trattamento di diverse malattie reumatologiche tra le quali artrite reumatoide, artrite psoriasica, psoriasi dell’adulto oltre che psoriasi pediatrica a placche. La disponibilita’ del biosimilare anche in Italia permette di ampliare l’accesso a cure innovative ad un numero sempre maggiore di pazienti che avranno possibilita’ di gestire in epoca precoce molte malattie reumatologiche, con la prospettiva di ridurne il tasso di progressione – afferma Luigi Sinigaglia, Direttore della Struttura Complessa di Reumatologia del Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini-CTO e Presidente SIR (Societa’ Italiana di Reumatologia) – Lo stesso possiamo dire per il biosimilare di rituximab che trova indicazione anche in alcune malattie reumatologiche tra cui l’artrite reumatoide”. I farmaci biosimilari rappresentano una valida alternativa in termini di accesso alla salute, come sostiene il recente position paper di AIFA, presentato a marzo 2018, che li riconosce come farmaci equiparabili ai farmaci biologici di riferimento per efficacia, qualita’ e sicurezza. Considerando le principali malattie autoimmuni che prevedono l’utilizzo di un farmaco biologico, emerge che in Italia ci sono circa 200.000 pazienti potenzialmente eleggibili non trattati con biologico (con un range variabile da 100.000 a 300.000 pazienti). “L’approvazione dei due biosimilari di Sandoz, etanercept e rituximab, si e’ basata su un esteso ed esauriente programma di ricerca e sviluppo comprendente la comparazione chimico-fisica, biologica, preclinica e clinica al farmaco di riferimento – precisa Giampiero Girolomoni, Professore Ordinario di Dermatologia e Venereologia, Direttore Clinica Dermatologica, Dipartimento di Medicina, Universita’ di Verona – In particolare, lo studio clinico EGALITY ha confermato l’equivalenza di etanercept con il farmaco biologico di riferimento. Un trial randomizzato in doppio-cieco che ha coinvolto 531 pazienti con psoriasi a placche di grado moderato o severo. Lo studio ha valutato lo switch tra il farmaco di riferimento e il biosimilare senza evidenziare differenze sostanziali in termini di sicurezza, efficacia ed immunogenicita’”. 
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