“Non ho mai sostenuto che la medicina olistica sia una medicina alternativa, semmai integrativa”: parte da questa precisazione Claudio Pagliara, medico 66enne di San Vito dei Normanni (Brindisi), per spiegare i motivi per cui – qualche mese fa – tramite il suo avvocato, Gianluca Palazzo, ha chiesto il sequestro della testata on line Butac.it – Bufale tanto al chilo. Il sito e’ stato oscurato dalla polizia postale venerdi’ scorso, su disposizione della Procura di Bologna, che ha ritenuto gravemente diffamatorio un articolo pubblicato nel 2015 dal titolo “L’oncologo olistico e l’autoguarigione” di Gabriel Deckard, nel quale Pagliara veniva descritto come un truffatore, che approfittava dello stato di disperazione dei malati per diffondere teorie alternative sulla cura del cancro. Nello specifico, l’articolo incriminato riguardava alcune affermazioni fatte dal professionista durante una trasmissione televisiva della Rai. Per dimostrare l’infondatezza dell’articolo, Pagliara ha pubblicato sul suo profilo facebook quell’intervista, evidenziando di non avere trovato “assolutamente nulla che possa giustificare le affermazioni gravemente diffamatorie”. “Basta andare sul mio sito, oppure seguire le numerose interviste o conferenze presenti su internet, o leggere i miei due libri “La via della guarigione” o “L’amore e’ la medicina piu’ potente”, per verificare quanto siano gravi e false le cose dette nel corpo dell’articolo riferito” scrive ancora Pagliara, ricordando quel che affermava qualche anno fa: “e’ ormai maturo il tempo per lo sviluppo di una vera medicina olistica, che impari a curare, non solo le singole malattie, ma l’uomo nella sua interezza”. 
“La visione unitaria ed integrata dell’uomo, la cosiddetta visione olistica – precisa ancora Pagliara – e’ ormai non solo un’esigenza etica ma anche una necessita’ scientifica, se si vuole rendere la medicina moderna sempre piu’ umana, piu’ efficace e piu’ efficiente. La medicina olistica non fa assolutamente parte delle medicine alternative, anche se puo’ accogliere al suo interno i saperi di varie medicine alternative, nei limiti, naturalmente, in cui si possa dimostrare che producono risultati che possono essere replicati”. A sostegno della sua querela, l’oncologo ha allegato anche atti dei convegni a cui ha partecipato e le registrazioni di alcune note trasmissioni televisive. Il medico ha inoltre precisato di avere subito danni professionali in seguito alla pubblicazione dell’articolo, considerato che e’ stata disdetta la prevista partecipazione a convegni e programmi tv. “La visibilita’ dell’articolo e’ connessa alla visibilita’ del mio sito e del mio lavoro – ha aggiunto – con decine di migliaia di followers, ragione che ha consentito all’articolista di ottenere a sua volta notevole visibilita’, posto che attualmente appare nei primi siti visibili tra quelli che si visualizzano indicando il mio nome sul motore di ricerca Google”, ha scritto il dottore nella denuncia.
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