Doctor with heart
Pensare alla salute del quando si e’ gia’ adulti puo’ essere troppo tardi. Perche’ i giochi si fanno prima della nascita, o quantomeno da bambini e adolescenti: essere sedentari prima dei 18 anni si associa a un maggior rischio di malattie cardiovascolari da adulti ma anche nascere da mamme che non hanno prestato attenzione a dieta, movimento e salute durante la gravidanza puo’ compromettere il benessere cardiaco futuro. Cosi’ i cardiologi puntano alla prevenzione iper-primaria, dal concepimento ai 18 anni, e in occasione del 79 Congresso Nazionale della Societa’ Italiana di Cardiologia (SIC), a Roma dal 14 al 17 dicembre, sottolineano che l’esercizio fisico e’ il metodo migliore per proteggere il cuore fin da bambini, aderendo alle raccomandazioni delle recenti linee guida statunitensi sull’attivita’ fisica secondo cui la “dose” di movimento e’ di almeno 3 ore al giorno fra 3 e 5 anni e di almeno 60 minuti quotidiani dai 6 ai 17 anni. Purtroppo, stando alle stime appena il 3% dei bambini e ragazzini raggiunge l’obiettivo, con possibili ripercussioni negative nel lungo termine. “L’attivita’ fisica – spiega Giuseppe Mercuro, Presidente SIC professore ordinario di cardiologia all’Univ. di Cagliari – ha un ruolo importante e in molti casi addirittura superiore alla terapia farmacologica nella prevenzione e trattamento delle malattie cardiovascolari, che in larga parte sono provocate proprio dalla sedentarieta’: il 9% delle morti premature e’ attribuibile all’inattivita’ fisica, un “peso” simile a quello del fumo L’esercizio fisico ha un effetto fortemente benefico sul cuore e sulla salute in generale, praticato in modo regolare riduce fino al 30% la mortalita’; tuttavia l’Italia e’ un Paese di pigri e anche i giovanissimi non si discostano dalla media, anzi. Gli studi scientifici indicano che solo il 30% dei bambini e adolescenti raggiunge nell’arco della settimana una media di 60 minuti di attivita’ fisica giornaliera, grazie ai giorni in cui si pratica sport per piu’ di un’ora consecutiva; tuttavia, se si va a vedere quanti fanno almeno 60 minuti di esercizio moderato ogni giorno, la percentuale crolla al 3% con i maschi un po’ piu’ attivi (5,5%) e le femmine molto sedentarie, visto che solo l’1,2% si muove quotidianamente a sufficienza. I bambini con meno di 6 anni – continua Mercuro – sono in una fase di rapido sviluppo e 3 ore di movimento al giorno, di qualsiasi intensita’, possono migliorare la crescita e contribuire all’apprendimento di importanti capacita’ motorie”. 

 I cardiologi sottolineano pero’ che la salute di cuore e vasi si decide anche prima di venire al mondo e per questo e’ giunto il momento di parlare di prevenzione iper-primaria o primordiale, rivolta alle future mamme. “In gravidanza e’ essenziale mantenere uno stile di vita sano, fatto di dieta adeguata, esercizio fisico, astensione da fumo e alcol: le cattive abitudini materne possono portare a modifiche nell’espressione dei geni del figlio che si associano a un aumentato rischio cardiovascolare successivo – continua Ciro Indolfi, Presidente Eletto SIC, professore ordinario di Cardiologia all’Univ. Magna Graecia di Catanzaro -. Non e’ mai troppo presto per pensare alla salute del cuore dei propri figli e un modo per farlo e’ senz’altro scongiurare una nascita prematura: i bimbi nati prima della 37settimana e con un basso peso alla nascita hanno un maggior rischio di sviluppare successivamente patologie di vario genere, fra cui le malattie cardiovascolari. Vanno percio’ evitate le condizioni materne che favoriscono la prematurita’ o il basso peso, come una dieta materna insufficiente o un basso peso della mamma, le disfunzioni della placenta, il fumo, la dipendenza da sostanze o farmaci: gia’ oggi gli adolescenti nati prematuri o di basso peso sono il 5-10% della popolazione e la percentuale e’ destinata a salire grazie agli avanzamenti clinici e tecnologici che consentono di far sopravvivere neonati sempre piu’ piccoli. L’impatto di tutto cio’ sulla prevalenza delle malattie cardiovascolari sara’ visibile appieno in futuro, ma consapevoli dei rischi dobbiamo fin d’ora considerare la prematurita’ come un fattore di rischio cardiovascolare, proteggere mamma e feto e occuparci di piu’ dei nati pretermine, annotando i dati di nascita nelle schede cliniche e seguendo i prematuri con controlli cardiologici specifici anche in adolescenza e quando saranno giovani adulti”.
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