“Il colpo di mano non è riuscito. L’erborista professionista rimane saldamente al suo posto a garanzia dell’uso corretto e della qualità delle piante officinali”. Così in una nota la federazione degli erboristi italiani, Fei, commenta il via libera al decreto legislativo sul riordino del settore delle piante officinali.

“Con l’approvazione del decreto legislativo in materia di coltivazione, raccolta, e prima trasformazione delle piante officinali, si è finalmente esaurito il travagliato iter normativo che nel tentativo di procedere alla semplificazione e al riassetto della normativa vigente in materia di piante officinali, prevedeva in modo del tutto arbitrario la soppressione della figura professionale dell’erborista”, sottolinea la Fei. “L’imponente impegno politico-sindacale profuso dalla Federazione Erboristi Italiani-Confcommercio, ha infatti scongiurato la cancellazione della nostra professione”.

In ogni caso, attacca la federazione, “siamo molto critici sul testo approvato, che garantisce all’agricoltore la libera coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali alla stregua di qualsiasi attività agricola senza le necessarie competenze tecnico – scientifiche proprie degli erboristi qualificati con i corsi universitari in Scienze e Tecnologie Erboristiche”. Gli erboristi italiani, “forti della loro storia e tradizione, unica al mondo, sapranno sfruttare questo momento critico per un forte riconoscimento della loro professionalità a garanzia della qualità delle piante officinali che come veri esperti sapranno valutare a tutela della salute del consumatore che non può essere lasciato alla mercé di soggetti non adeguatamente preparati”, conclude Fei.

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