“Eni e ICS Maugeri hanno sottoscritto un accordo per estendere a livello mondiale a tutti i Paesi in cui Eni opera la reciproca collaborazione per la ricerca, prevenzione e trattamento nell’ambito delle emergenze tossicologiche”. Cosi’ in un comunicato l’Eni. “La collaborazione tra Eni e il Centro antiveleni dell’ICS Maugeri, gia’ operativa a livello nazionale- spiega il comunicato- viene quindi estesa agli oltre 70 Paesi in cui il gruppo Eni opera nel mondo, a cominciare dai dodici paesi africani (Algeria, Angola, Congo, Egitto, Gabon, Ghana, Kenia, Libia, Mozambico, Nigeria, Sudafrica e Tunisia), dove operano complessivamente oltre 3.500 addetti della compagnia e che saranno coperti entro il 2018”. “Grazie all’accordo, Eni e ICS Maugeri rinnovano e rinforzano una collaborazione che risale al 1996 e che unisce esperienze e know how d’eccellenza con l’ambizione di portare le rispettive competenze a servizio e beneficio dei lavoratori di Eni e delle popolazioni dei Paesi in cui la societa’ opera. I rischi tossicologici- continua il comunicato- rappresentano un elemento importante della medicina preventiva e del trattamento clinico: per questo motivo, grazie alla grande esperienza del Centro antiveleni della Maugeri, i 200 medici di Eni operativi presso tutte le realta’ della compagnia saranno in grado di garantire il livello piu’ alto di protezione ai dipendenti e a tutti coloro che vivono in prossimita’ delle strutture Eni in qualsiasi Paese del mondo”.

“Il Centro Antiveleni dell’ICS Maugeri, diretto dal dottor Carlo Locatelli, ha fornito in questi anni una consulenza tossicologica ad ampio spettro per il personale sanitario degli impianti di Eni in Italia: dal supporto per la predisposizione di piani di emergenza, al consulto immediato nell’eventualita’ di incidente industriale e al minimo caso di intossicazione del singolo addetto. Per farlo, il Centro ed Eni gestiscono gli antidoti nei singoli siti industriali, provvedendo al loro controllo e alla loro sostituzione. In piu’ di un caso- sottolinea il comunicato- essendo il Centro un riferimento nazionale per la Banca dati nazionale degli antidoti, nella gestione di singoli casi di avvelenamento per gli ospedali pubblici e’ stato indicato un impianto Eni come primissima fonte di approvvigionamento di antidoti che non era possibile reperire sul territorio. E in diverse occasioni il Servizio Sanitario Nazionale si e’ avvalso di antidoti stoccati da Eni per la gestione di emergenze”. “Il Centro Antiveleni non lavora solo sulla prevenzione delle emergenze ma fornisce expertise in campo tossicologico, anche per problematiche regolatorie, e fornisce attivita’ formativa di routine. Inoltre, il reparto di Tossicologia che il Centro gestisce all’IRCCS Maugeri di Pavia puo’ ricoverare personale eventualmente coinvolto in casi di intossicazione, dopo la gestione dell’emergenza, per la valutazione adeguata delle condizioni di salute. L’estensione graduale dei servizi del Centro Antiveleni a tutti gli oltre 70 Paesi in cui Eni opera, comportera’ un’importante azione di aggiornamento dei dati e delle informazioni del Centro stesso per offrire, al personale impiegato in quei contesti, una tutela tossicologica la piu’ ampia possibile. Per ogni nuovo Paese- conclude il comunicato- il Centro sta approntando nuovi dossier relativi a reti sanitarie esistenti, farmacopea locale e rischi tossicologi extra-industriali tipici di quei territori: dalle punture o i morsi di animali, alla vegetazione velenosa, al contatto o all’ingestione accidentale, fino all’intossicazione alimentare tipica”.
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