“In questi anni si e’ verificato un mancato turn over nelle strutture pediatriche ospedaliere, legato a una reale carenza di medici specialisti. Recenti studi evidenziano che da qui al 2022 ci sara’ un saldo negativo tra specializzandi e medici che andranno in pensione di quasi 2.500 unita’ in meno”.
A parlare e’ Domenico Minasi, presidente dell’Associazione Pediatri Ospedalieri Italiani (Aspoi).
Un dato che “la dice lunga sulle difficolta’ di reperire specialisti che possono poi espletare la loro attivita’ lavorativa in ospedale. Si impone una riflessione profonda- avverte Minasi- su quelli che saranno i modelli organizzativi della pediatria ospedaliera del futuro, ma soprattutto impone delle scelte nuove per quanto riguarda la formazione dello specialista. È evidente- continua il medico- che l’ipotesi di aumentare le borse esistenti diventa difficilmente praticabile perche’ c’e’ un problema economico di fondo difficilmente superabile”.

L’ipotesi che molte organizzazioni sindacali stanno valutando “e’ quella di consentire l’accesso dei nuovi medici direttamente in ospedale anche senza la specializzazione- spiega il presidente di Aspoi- con un percorso formativo che dovrebbe essere fatto tra l’ospedale e l’universita’”. “Suddetti medici andrebbero direttamente a carico del Sistema sanitario nazionale e quindi eviteremmo di aumentare le borse”. È una delle ipotesi che si stanno valutando, “fermo restando che aldila’ della necessita’ di reclutare medici specialisti, ci sara’ un problema di riorganizzazione vera dell’assistenza pediatrica sia ospedaliera che territoriale. Aldila’ delle iniziative finalizzate alreclutamento di nuovi specialisti- conclude Minasi- c’e’ la necessita’ di una rivisitazione dell’attuale modello organizzativo”.

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