La creazione di embrioni chimera uomo-animale, sia pure a fini considerati terapeutici come ad esempio i trapianti d’organo, pone una serie di “obiezioni, sia di natura scientifica sia di natura etica”. A sottolinearlo, in merito all’annuncio negli Usa della formazione in laboratorio di un embrione ibrido uomo-pecora, e’ il direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, Adriano Pessina (nella foto), ricordando come anche il Comitato nazionale di bioetica (Cnb) si sia in passato pronunciato negativamente rispetto a tali tecniche. “Questo ennesimo esperimento – spiega Pessina – ripropone la questione dei confini che la ricerca si deve dare quando apre le porte ad una ibridazione cellulare in cui ne va del significato biologico e simbolico dell’umano. Come sempre – sottolinea – questo esperimento tenta di legittimarsi in nome dei possibili futuri esiti terapeutici. Ma proprio perche’ la ricerca scientifica dichiara di avere come scopo la salute dell’uomo dovrebbe assumere come punto di partenza il rispetto della dignita’ umana, che e’ anche rispetto della sua condizione corporea e della sua specificita’ biologica”. In estrema sintesi, rileva il bioeticista, “le obiezioni nei confronti di queste ricerche, peraltro gia’ espresse da vari documenti, sono sia di natura scientifica, perche’ l’eventuale creazione di organi biologicamente compatibili con l’uomo non supera affatto tutte le questioni del rigetto e delle possibili violazioni delle barriere specifiche in ordine alla trasmissione di malattie, sia di natura etica e antropologica mettendo in conto che l’uomo, la persona umana, non puo’ essere esposta, in termini simbolici e in termini biologici alla possibilita’ di una ibridazione, per ora di un insieme di cellule, di cui non si possono prevedere ne’ gli esiti ne’ l’estensione”. Gia’ nel 2009, il Cnb approvo’ un parere negativo rispetto agli embrioni chimera e alla ricerca utilizzando organismi ibridi. In Italia questo tipo di ricerca e’ vietata dalla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita e dal punto di vista bioetico, aveva rilevato il Cnb, il concetto di ‘interspecie’ rappresenta un rischio per la dignita’ dell’uomo. Per questo, il Comitato chiese una moratoria di questo tipo di sperimentazioni anche negli altri paesi.

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