La sede olandese dell’Ema non sarà pronta, come previsto, per marzo, ed era inevitabile, opportuno, auspicabilissimo il ricorso. Sono due i ricorsi, a quello che il ministro lorenzin ha definito senza mezzi termini: “uno scandalo” ricevuti dai giudici europei di Lussemburgo per l’impugnazione dell’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) ad Amsterdam anziche’ a Milano: uno e’ dell’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue con la richiesta di annullare la decisione del Consiglio Ue; e l’altro del Comune di Milano davanti al Tribunale dell’Ue, anche in questo caso con la richiesta di annullamento della decisione del Consiglio. La notizia giunge dopo il costante fioccare di dichiarazioni, seguite all’allarme lanciato l’altro ieri dal direttore esecutivo dell’Ema, Guido Rasi: i dubbi relativi all’assegnazione della sede olandese hanno improvvisamente trovato conferma, e il lancio di moneta che ne ha designato la vittoria sull’Italia, a conclusione delle elezioni dello scorso dicembre, è apparso in tutta la sua aleatoria inefficacia. E così l’invito al ricorso si è esteso a macchia d’olio ed è rimbalzato un po’ ovunque, dall’ambito politico all’economia, passando, chiaramente, per il farmaco. “Se gli olandesi non sono pronti a ospitare l’agenzia del farmaco, e’ ora che l’Italia impugni nuovamente il dossier” hanno affermato gli eurodeputati di Mdp Panzeri, Paolucci e Zanonato ed esponenti di Liberi e Uguali in merito alle notizie riguardanti i pesanti ritardi del governo olandese nella preparazione della sede. “L’Olanda sembra aver giocato d’astuzia, presentando contorni e contenuti di un progetto per la sede dell’Ema che e’ ancora in divenire. Ora ci aspettiamo che il governo italiano agisca rapidamente e che chieda a gran voce la riapertura del dossier, nell’interesse dell’Unione europea, ma anche dell’Italia” precisano Panzeri, Paolucci e Zanonato. “Quella di Milano era una formidabile candidatura e, tuttavia, solo il rapido intervento del governo puo’ donare qualche speranza che l’assegnazione venga rimessa in palio”. “E’ un atto doveroso del governo, anche se il caso e’ molto difficile”. Cosi’ il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, in un’intervista a Il Corriere della Sera . E ancora, Gozi, appena uscito dalla riunione che fino a tarda sera ha limato il ricorso, ha spiegato che “il caso si presta a diverse interpretazioni. Ma e’ necessario sapere se quella decisione e’ stata in qualche modo sviata da una presentazione della candidatura di Amsterdam che, se le notizie circolate in questi giorni fossero confermate, sarebbe stata fuorviante o quanto meno incompleta”. “Non e’ una mossa contro l’Olanda – ha aggiunto Gozi – con la quale abbiamo un ottimo rapporto bilaterale. E tanto meno contro l’Unione europea. E’ una mossa nell’interesse della salute di tutti i cittadini europei per assicurare la continuita’ e il funzionamento ottimale dell’Agenzia. E, certo, anche nell’interesse dell Italia e di Milano”. Poco ottimista ma deciso il Presidente del Consiglio Gentiloni: “Dobbiamo provarci, sapendo che l’Ema è importantissima, interessa la salute di tutti i cittadini. C’è stata la gara tra 27 Paesi, noi abbiamo fatto un figurone perché siamo arrivati primi e poi abbiamo perso il sorteggio ma poi è emerso che ci sono informazioni incomplete nel dossier di Amsterdam. Chiediamo alla Corte di Giustizia e poi al Parlamento Ue di valutare. La partita non è chiusa ma non dobbiamo farci illusioni che sia facile riaprirla perché ci sono state procedure seguite”, ha detto stamani Paolo Gentiloni. Decisamente preoccupato Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia: “Sono preoccupato perché l’Agenzia del Farmaco è fondamentale per la tutela della salute dei cittadini e sapere che da marzo la sede non sarà pronta significa mettere a rischio la salute di tutti i cittadini, non solo quelli di Amsterdam”. E ancora: “Milano oggettivamente merita l’assegnazione dell’Ema”. L’ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, oggi a margine di un convegno.

Per sapere se l’Ema volerà al Pirellone, non ci resta che aspettare il verdetto di Bruxelles.

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