Due medici indagati per la morte di Anna. Omicidio colposo è l’accusa contestata a chi ha visitato e dimesso Anna, prescrivendole semplici antidolorifici, prima che le condizioni della 36enne si aggravassero in modo drammatico. Ne dà notizia Il Mattino. Domani alle 14, presso il palazzo di giustizia, al via i conferimenti di incarico. Oltre alla famiglia della vittima, anche i due indagati avranno modo di nominare i propri consulenti, per dimostrare la correttezza della propria condotta. Ad essere iscritti nel registro degli indagati sono due medici del Vecchio Pellegrini, parliamo di R.F.N e C.V., che hanno visitato la donna nel corso del primo accesso in ospedale. Bisognerà verificare quanto viene sostenuto dalla famiglia della donna deceduta (marito e genitori di Anna sono rappresentati dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani), che chiede chiarezza su quanto avvenuto in ospedale. Siamo a metà gennaio quando la donna si rivolge al nosocomio per dolori lancinanti all’addome.

Stando all’esposto, un primo medico le avrebbe diagnosticato una colica renale, mentre una sua collega si sarebbe poi assunta la responsabilità di dimetterla per una lombosciatalgia. Un codice verde, un caso ritenuto non preoccupante, al punto tale da non rendere necessari esami più approfonditi. Così ad Anna viene somministrata una cura a base di analgesici, che per un paio di giorni leniscono il dolore, fino a quando la situazione peggiora. Di nuovo la corsa in ospedale, poi il decesso. Inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio, che punta a verificare la correttezza dell’operato dei medici che hanno visitato Anna. Fissata l’autopsia, la Procura ha nominato Alfonso Maiellaro (medico legale), Francesco Diurno (anestesista-rianimatore) e Oscar Nappi (anatomopatólogo), in un lasso di tempo fisiologico data la delicatezza del caso, ma che deve essere risultato insopportabile agli occhi dei congiunti di Anna, ora più che mai in attesa di una risposta giudiziaria.

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