Gli stranieri coinvolti nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti “continua a rappresentare il 40% di tutti i denunciati per questo tipo di reato”. Lo si legge nella Relazione Annuale della Direzione Centrale per i servizi antidroga della Polizia di Stato, documento riassuntivo delle attivita’ e dei risultati ottenuti dal nostro Paese nella lotta al traffico illecito delle sostanze stupefacenti. Il numero degli stranieri, si sottolinea, e’ “in linea con le rilevazioni degli anni precedenti”, circa 14.000 unita’, di cui oltre 10.122 in stato di arresto (+9,21% rispetto all’anno precedente). Si tratta, in prevalenza, di manovalanza extracomunitaria – per gran parte di provenienza marocchina, albanese, nigeriana, tunisina, gambiana e senegalese – addetta alla diffusione capillare dello stupefacente nelle piazze di spaccio nazionali. (AGI)

Il 2017 si caratterizza, altresi’, per la comparsa di un altro fenomeno di consumo che – secondo le valutazioni del Consiglio Superiore di Sanita’ – appare potenzialmente pericoloso per la salute degli assuntori. Si tratta della commercializzazione e dell’utilizzo delle miscele vegetali composte dalle infiorescenze essiccate della canapa sativa, a basso tenore di THC, provenienti da colture ottenute da sementi di varieta’ utilizzate per la produzione di canapa industriale. In attesa di conoscere il pronunciamento e le iniziative delle Autorita’ Sanitarie competenti, le Forze di Polizia e l’Autorita’ Giudiziaria, a partire dallo scorso anno, hanno avviato controlli e campionature per contenere il rischio di una diffusione incontrollata di tali prodotti, indebitamente destinati all’uso umano attraverso il fumo, e per verificare se tanto il consumo quanto la cessione a terzi possano trovare regolamentazione nella disciplina prevista dal Testo Unico in materia di sostanze stupefacenti.

Lo sviluppo dei rapporti internazionali e’ stato segnato dall’intervento dei referenti della Direzione Centrale in alcuni eventi di straordinario spessore nella pianificazione degli indirizzi strategici per il contenimento del narcotraffico e degli altri fenomeni connessi al consumo delle sostanze stupefacenti, come la Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite, tenutasi a Vienna, e la XXXIV Sessione dell’International Drug Enforcement Conference (I.D.E.C.), consesso annuale organizzato dalla D.E.A. (Drug Enforcement Agency) statunitense, che riunisce i Capi delle Agenzie antidroga mondiali e i funzionari di alto livello incaricati di individuare le strategie per il controllo degli stupefacenti. Nel primo ambito, la Comunita’ internazionale ha avviato una riflessione sulle misure da intraprendere per dare completa attuazione alle indicazioni programmatiche emerse nel corso della Sessione Speciale dell’Assemblea Generale dell’ONU sul problema della droga (UNGASS), svoltasi a New York nell’anno precedente e, in particolare: – il rispetto dei diritti umani in ogni ambito della lotta agli stupefacenti; – il contrasto delle Nuove Sostanze Psicoattive sui mercati di consumo mondiali, particolarmente pericolose per la salute degli assuntori. Nell’occasione, dodici di queste sono state poste sotto controllo internazionale attraverso l’inserimento nelle Tabelle allegate alle Convenzioni delle Nazioni Unite sugli stupefacenti. Nel secondo, voltosi nella Repubblica Domenicana, l’Italia ha evidenziato la necessita’ di promuovere, in base all’esperienza finora maturata nell’ambito dell’Unione Europea, il ricorso a squadre investigative comuni per aumentare l’attuale livello di cooperazione operativa.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha potuto quindi consolidare ulteriormente la sua partecipazione al Sistema Nazionale di Allerta Precoce della Presidenza del Consiglio dei ministri e rafforzare le proprie aliquote operative sia per il monitoraggio delle reti elettroniche che per l’attivita’ di coordinamento investigativo nel settore delle cosiddette Nuove Sostanze Psicoattive; ampliare l’offerta formativa a vantaggio degli operatori di polizia, italiani e stranieri, impiegati in questi ambiti di servizio. Risultano immutate le direttrici del traffico che attingono i confini dello Stato. 

Nella Relazione annuale si sottolinea anche che crescono, invertendo un trend decennale che sembrava ormai consolidato, le morti per overdose che, nel 2017, complice verosimilmente l’accennata impennata nei consumi di eroina, tornano a segnare un sensibile aumento (+9,7%) rispetto all’anno precedente. Una delle cause principali di tali eventi letali potrebbe ravvisarsi nella circolazione sul mercato di consumo di eroina mescolata con altre sostanze di derivazione sintetica, mimetiche degli effetti dell’oppio, come il famigerato fentanil e i suoi analoghi di struttura. Il 2017 si caratterizza, altresi’, per la comparsa di un altro fenomeno di consumo che – secondo le valutazioni del Consiglio Superiore di Sanita’ – appare potenzialmente pericoloso per la salute degli assuntori. Si tratta della commercializzazione e dell’utilizzo delle miscele vegetali composte dalle infiorescenze essiccate della canapa sativa, a basso tenore di THC, provenienti da colture ottenute da sementi di varieta’ utilizzate per la produzione di canapa industriale. In attesa di conoscere il pronunciamento e le iniziative delle Autorita’ Sanitarie competenti, le Forze di Polizia e l’Autorita’ Giudiziaria, a partire dallo scorso anno, hanno avviato controlli e campionature per contenere il rischio di una diffusione incontrollata di tali prodotti, indebitamente destinati all’uso umano attraverso il fumo, e per verificare se tanto il consumo quanto la cessione a terzi possano trovare regolamentazione nella disciplina prevista dal Testo Unico in materia di sostanze stupefacenti. 
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