“I migranti forzati sono i profughi, i richiedenti asilo e i titolari di protezione che, attraverso i nostri progetti, noi incontriamo quando accedono ai servizi di accoglienza e front office che offriamo loro. E molto spesso la vulnerabilita’ e’ un fattore da portare in emersione”. Cosi’ Marika Visconti, presidente della cooperativa sociale Less (Lotta all’esclusione sociale per la sostenibilita’ e la tutela dei diritti), a margine del convegno ‘Persone fragili, vulnerabilita’ dei rifugiati tra cura ed esclusione’ in corso nella sala del Capitolo del museo di San Domenico Maggiore a Napoli. L’incontro ha come obiettivo quello di trattare da piu’ punti di vista – giuridico, sociale e clinico – la complessa emergenza dell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo portatori di condizioni di vulnerabilita’ psico-sanitaria. In quest’ottica sono tante e varie le figure professionali ed istituzionali che partecipano al dibattito, come Antonella Bozzaotra, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania; Fedele Maurano, direttore del dipartimento di Salute mentale Asl Napoli 1 Centro; Natale Losi, direttore della scuola di Psicoterapia etno-sistemica narrativa di Roma; Laura Marmorale, assessora ai Diritti di cittadinanza e alla Coesione sociale del Comune di Napoli. “La vulnerabilita’ dei migranti forzati – sottolinea Visconti – e’ data dalle condizioni che determinano in loro la volonta’ di partire, dal percorso migratorio che spesso e’ estremamente traumatico e anche dalle condizioni di accoglienza che trovano qui nel nostro Paese”. Less, ente gestore del progetto Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del Comune di Napoli dal 2004, nel corso dell’iniziativa di oggi ha presentato e distribuito il volume ‘Persone fragili. La vita psichica dei migranti forzati tra cura ed esclusione’, un dossier conclusivo del progetto ‘We Care’ finanziato dal Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami 2014-2020) attivo su tutto il territorio regionale dal 2016 al 2018.

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