Condanna dimezzata in appello per Elisaveta Alina Ambrus, la ballerina romena di 27 anni, sotto processo perche’ accusata di aver gettato il figlio appena partorito in un cassonetto. Cinque anni e due mesi di reclusione sono stati inflitti alla ragazza dalla I Corte d’assise d’appello di Roma per l’accusa di infanticidio, derubricando l’iniziale imputazione per omicidio e occultamento di cadavere, per la quale era stata condannata a 10 anni in primo grado. I fatti. Era il 2 maggio 2013 quanto un feto di circa sette mesi fu trovato in un cassonetto a Viterbo. A scoprirlo era stato un passante nel mentre stava depositando l’immondizia. Nell’immediatezza fu rintracciata dagli investigatori la madre. Si apprese che la romena nel pomeriggio di quel giorno si era presentata all’ospedale di Belcolle (nella foto) con un’emorragia in atto; aveva partorito durante la mattinata nel bagno della casa che divideva con un’altra ballerina. I medici capirono subito che qualcosa non quadrava e chiamarono la polizia. Due furono le persone indagate: oltre alla romena, anche un infermiere dello stesso ospedale. Emerse che era stata Alina a disfarsi della bambina che aveva partorito prematuramente, ma in maniera indotta attraverso l’uso di un farmaco ottenuto grazie a una ricetta rubata in ospedale. Anche l’infermiere e’ sotto processo; nei suoi confronti il dibattimento, in Corte d’assise, non e’ ancora definito. Elisaveta Alina Ambrus opto’ per il processo col rito abbreviato, conclusosi con la sua condanna a 10 anni di reclusione. Oggi la derubricazione delle contestazioni in infanticidio e il dimezzamento della condanna in appello.