Debellare la tubercolosi dal mondo entro il 2030 con interventi urgenti: e’ questo l’impegno assunto da 75 ministri della salute alla prima Conferenza globale ministeriale dell’Organizzazione mondiale della sanita’ sulla tubercolosi tenutasi a Mosca, che ha visto riuniti i delegati di 114 paesi. La dichiarazione di Mosca contiene la promessa ad aumentare gli interventi multisettoriali e tracciare i progressi. Nel 2018 ci sara’ inoltre la prima assemblea generale Onu di alto livello sulla tubercolosi, per chiedere un ulteriore impegno dei capi di Stato. Grazie agli sforzi globali fatti nel mondo, si stima che dal 2000 siano state salvate 53 milioni di vite, riducendo il tasso di mortalita’ di questa malattia del 37%.

Tuttavia in molti paesi i progressi si sono fermati, gli obiettivi globali sono fuori strada e rimangono lacune nella cura e prevenzione della tbc. Il risultato e’ che questa malattia continua a uccidere piu’ di ogni altra malattia infettiva, ed e’ il principale killer delle persone con hiv, senza contare i gravi problemi legati alla resistenza agli antibiotici. “Uno dei principali problemi e’ la mancanza di volonta’ politica e investimenti adeguati per combattere la tubercolosi – ha detto il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus – La dichiarazione di Mosca deve andare di pari passo con l’aumento degli investimenti”. Quattro i fronti di intervento individuati nella dichiarazione: muoversi piu’ rapidamente per garantire una copertura sanitaria universale, impegnare risorse sufficienti per colmare le lacune, migliorare la ricerca e sviluppo di nuovi strumenti di diagnosi, trattamento e prevenzione, e tracciare i progressi.

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