“Con i sindacati? Non c’e’ niente di che, solo un po’ di effervescenza”. Cosi’ Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, parlando dei lavoratori del settore sanitario che lo hanno contestato durante un convegno organizzato dalla Cgil. “Ci credo che i medici sono arrabbiati – dice il governatore – perche’ non si chiude il contratto nazionale e c’e’ una scarsita’ di risorse. E’ evidente che c’e’ una condizione di grande sofferenza e anche di grande incertezza”. Il presidente della Regione, che prima di lasciare il convegno ha voluto incontrare alcuni dei lavoratori che lo contestavano, si dice “preoccupato” perche’ “la definizione dei contratti con i medici di medicina generale ci consente di sbloccare anche la medicina territoriale, cioe’ la realizzazione di distretti che hanno un ruolo fondamentale per filtrare sui territori la domanda di salute. È un problema delicato”. Anche se il governo “ha problemi seri di bilancio – ragiona De Luca -, se c’e’ una priorita’ da rispettare questa riguarda la sanita’. Ma sono molti mesi che stiamo combattendo in conferenza Stato-Regioni per evitare tagli. Era una ipotesi gia’ avanzata: scaricare sui territori i rinnovi contrattuali. Siamo arrivati al dunque ma speriamo si chiuda questa tensione con i medici di medicina generale perche’ e’ un danno per tutti”. Per il governatore, i medici iscritti alla Cgil che lo contestavano “in realta’ sanno bene che abbiamo fatto un miracolo: abbiamo creato i presupposti per avere altri 4mila posti di lavoro – aggiunge De Luca – e stabilizzare una fascia di precari che e’ ancora in sospeso, sono quasi 2700. Ma si pensi che senza piano ospedaliero non si sarebbe potuto neanche definire le piante organiche. Quindi, un passo alla volta”.
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