“Non c’e’ piu’ nessun motivo per avere commissari tra le scatole”. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo DeLuca, nel corso del suo intervento alla presentazione del calendario aziendale dell’azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, torna a chiedere il rientro alla normalita’ per la sanita’ regionale. “Nell’ultima riunione generale che abbiamo fatto a Roma il 17 novembre, abbiamo spiegato, in maniera abbastanza determinata, che la Regione Campania non ospita maggiordomi di nessuno”, tuona il ‘governatore’ ricordando che “ci siamo presentati con cinque anni di bilancio attivo” e che “siamo stati commissariati nel 2009 per due ragioni. La prima perche’ avevamo accumulato 8 miliardi di euro di debiti; poi, avevamo un bilancio strutturalmente deficitario e avevamo la situazione pesante dei Lea”. Per De Luca, la situazione oggi e’ notevolmente migliorata e, percio’, “non c’e’ piu’ nessuna ragione per tenere in piedi nessuna forma di commissariamento, ne’ interno ne’ esterno”. Davanti a una platea di medici e personale sanitario, l’ex sindaco di Salerno ha parlato del nuovo ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona che sara’ costruito a 500 metri di distanza dall’attuale e per il quale “abbiamo trovato 400 milioni di euro per realizzarlo”.

 In oltre trenta minuti, De Luca ha, piu’ volte, tirato bordate al Governo. “La Conferenza delle Regioni ha avuto, tre mesi fa, un incontro con il ministro della Salute al quale avevamo posto una sola domanda, ‘quante sono le risorse destinate alla sanita’ italiana nel 2019?’. Questa domanda rimane ancora senza risposta. Noi non sappiamo su quante risorse possiamo contare. Per i nuovi Lea che partono nel 2019, non abbiamo risposte certe per la parte relativa ai contratti da rinnovare, non abbiamo risposte certe per quanto riguarda il riparto fra le diverse Regioni”, sottolinea. Ed esprime timori per “il processo di federalismo spinto” che sta andando avanti in Italia e “che puo’ rappresentare un pericolo mortale per le regioni del Sud”. “Tra un tweet e un altro tweet, ogni mezz’ora di ogni santo giorno, noi ci stiamo avviando verso la rottura dell’unita’ nazionale”, avverte De Luca, spiegando che “il Veneto e la Lombardia hanno avviato questa trattativa con il Governo centrale per avere la devoluzione spinta. Le regioni piu’ avanzate d’Italia fanno questo ragionamento, ‘noi chiediamo di non toccare nulla per i prossimi cinque anni, trasferiteci tutte le competenze mantenendo la spesa storica; dopo i cinque anni, mettiamo in discussione il residuo fiscale, cioe’ la quantita’ di risorse in piu’ che Lombardia, Veneto, Emilia versano allo Stato rispetto a quello che ricevono’. Ora, gia’ acquisire il fatto che si mantiene ferma la spesa storica significa un danno enorme per il Sud. La spesa storica ha premiato quelli che avevano realizzato di piu’. Sicuramente un merito loro, ma il Sud non puo’ essere condannato a morire perche’ nei decenni passati siamo stati degli irresponsabili”. De Luca ribadisce come la Regione Campania abbia “gia’ chiesto di essere associata alla discussione sul federalismo, ma dobbiamo stare attenti. Qui davvero ci facciamo male. Se si pensa di mantenere nel Veneto e Lombardia tutte le risorse prodotte, essendo queste due le regioni con la maggiore base imponibile, e’ evidente che noi andremmo ancora piu’ indietro”. Dunque, “si apre un 2019 impegnativo”, ma “come Regione faremo cose molto semplici ma decisive”. Il riferimento e’ ad un piano di assunzioni per 4 mila persone negli ospedali. 
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