Negli ultimi anni si e’ osservato un aumento della quota degli stranieri con una nuova diagnosi di HIV. E’ quanto emerge dai dati di sorveglianza HIV e AIDS dell’Istituto superiore di sanita’, aggiornati al 31 dicembre 2016 presentati questa mattina nel corso del lancio della nuova campagna del Ministero della salute contro l’AIDS e le malattie sessualmente trasmissibili. Dai dati si evince che il 35,8% delle persone diagnosticate come HIV positive e’ di nazionalita’ straniera. Tra gli stranieri il 65,5% di casi e’ costituito da eterosessuali (eterosessuali femmine 34,9%, eterosessuali maschi 30,6%). Nel 2016 sono state riportate 3.451 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti.

Oltre il 50% dei casi di AIDS segnalati nel 2016 era costituito da persone che non sapevano di essere HIV positive. Questa incidenza pone l’Italia a parita’ della Grecia, al tredicesimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea. Negli ultimi anni si evidenzia una lieve diminuzione sia del numero di nuove diagnosi di HIV sia dell’incidenza e tra le Regioni italiane, quelle con l’incidenza piu’ alta sono state il Lazio, le Marche, la Toscana e la Lombardia. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2016 hanno un’eta’ mediana di 39 anni per gli uomini e 36 anni per le donne. L’incidenza maggiore si registra nella fascia 25-29 anni. Si osserva quindi un aumento dell’eta’ mediana alla diagnosi nonche’ un cambiamento delle modalita’ di trasmissione: diminuisce la proporzione di sostanze per via iniettiva, ma aumenta la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale.

 

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