L a “predisposizione” alla malattia psichica (accertata dal Ctu) nel dipendente demansionato non può essere addotta dal datore di lavoro per escludere la propria responsabilità nell’insorgere della malattia e dunque non risarcire il danno biologico. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 10138/2018, che ha respinto il ricorso dcll’Inps condannato per la vicenda di un ex dipendente Inpdap.

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