Dall’aumento di casi di morbillo in Europa all’epidemia di colera in Yemen, dall’emergenza dei batteri resistenti agli antibiotici ai successi nella lotta contro le malattie tropicali: il 2017 e’ stato un anno che ha visto alternarsi vittorie a grandi emergenze. L’Organizzazione mondiale della sanita’ le ripercorre mese per mese sul suo sito. Gennaio e’ il mese della lotta contro il tabacco, che ogni anno uccide circa 6 milioni di persone, e anche di progressi nella vaccinazione contro il morbillo, con piu’ di 4 milioni di bambini immunizzati in Nigeria, e l’eradicazione da Buthan e Maldive. Tuttavia la malattia continua a colpire in Europa, dove la soglia di copertura vaccinale e’ scesa sotto la soglia del 95%. Febbraio invece vede il lancio di un progetto pilota per farmaci biosimilari per il cancro, in modo da offrire terapie meno costose ai paesi piu’ poveri, e la pubblicazione della lista delle 12 famiglie di batteri resistenti per cui servono nuovi antibiotici. A marzo si punta l’attenzione sulla polio, che colpisce ancora in Pakistan, e l’elefantiasi, eliminata presso le isole Marshall e l’arcipelago di Tonga. Ad aprile il successo e’ quello della lotta contro l’epatite, con il traguardo vicino di quasi 3 milioni di persone curate per l’epatite C negli ultimi 2 anni. A maggio viene eletto il nuovo direttore generale dell’Oms, Tedros Ghebreyesus, mentre a giugno viene aggiornata la lista dei farmaci essenziali. A luglio si dichiara finita l’epidemia di ebola iniziata a maggio nella Repubblica democratica del Congo, e si torna sulle vaccinazioni visto che 1 bambino su 10 nel mondo non le riceve. Ad agosto i riflettori sono sull’epidemia di colera in Yemen, con mezzo milione di casi e 2000 morti, mentre a settembre l’uragano Irma porta morte e distruzione nelle isole dei Caraibi. A ottobre si punta il dito sull’obesita’ infantile e adolescenziale, decuplicata negli ultimi 40 anni, mentre a novembre c’e’ il terremoto in Iraq. A dicembre infine viene siglata la Dichiarazione di Tokyo per spingere i paesi a garantire ai loro cittadini la copertura sanitaria globale.

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