Nella Finanziaria 2019 è stata riconosciuta  l’idoneità dei medici che operano nelle reti delle cure palliative. Lo annuncia Sergio Canzanella (House Hospital onlus) per il quale si tratta di «un grande passo avanti, ma la Campania deve crescere anche nell’umanizzazione delle cure, a cominciare da chi non vede e oggi non può essere autonomo negli ospedali». Nuova linfa insomma per garantire il rispetto delle cure palliative e dare valore all’esperienza acquisita sul campo. La notizia per una regione come la Campania è considerata di grande impatto, vista la presenza di due hospice in provincia di Avellino, 3 in provincia di Caserta, 4 in provincia di Napoli e 3 in provincia di Salerno. «Per garantire il rispetto della legge sull’accesso alle cure palliative, alla terapia del dolore e al rispetto dei Lea -— sottolinea il direttore dell’Osservatorio regionale cure Palliative e Medicina del dolore in Campania, Sergio Canzanella -vengono ritenuti idonei ad operare nelle reti dedicate alle cure palliative pubbliche o private accreditate medici sprovvisti dei requisiti previsti dal decreto del Ministero della Salute del 28 marzo 2013 (relativi alle equipollenze) ma che alla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2019 sono già in servizio presso queste reti e rispondono ad alcuni requisiti specifici». Canzanella spiega che i camici bianchi devono avere un’esperienza almeno triennale, anche non continuativa, nel campo delle cure palliative acquisita nell’ambito di strutture ospedaliere, residenziali-Hospice e Ucp domiciliari accreditate.

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