Far entrare le cure per i denti all’interno delle prestazioni offerte dal Servizio Sanitario Nazionale, venendo incontro ai pazienti e garantendo a migliaia di giovani un possibile sbocco professionale. A puntare l’attenzione sulla “grande dimenticata” della sanita’ pubblica italiana e’ il nuovo libro di Federico Gelli, “Curare tutti. 10 sfide per il diritto alla salute”. Nel libro-intervista edito da Edizioni Clichy, il responsabile sanita’ Pd, componente della Commissione Affari Sociali della Camera, racconta come dovrebbe essere la sanita’ italiana del futuro. Dall’abolizione di tutti i ticket, pur se graduale e monitorata, fino all’estensione dell’obbligo vaccinale anche a insegnanti e operatori sanitari: sono alcune delle proposte, alcune delle quali abbastanza radicali, inserite in quel ‘curare tutti’ che, come annuncia l’autore citando in apertura Eduardo Galeano, guarda all’utopia come visione a cui tendere. Non si potra’ curare tutti, spiega Gelli, che e’ anche medico specializzato in sanita’ pubblica, senza ripensare l’alleanza tra welfare pubblico e integrativo, cosi’ come senza ristrutturare quell’alleanza tra medico e paziente che e’ anche l’obiettivo della legge sulla responsabilita’ professionale del personale sanitario che porta il suo nome. E non si puo’ pensare una sanita’ del futuro senza un ripensamento del fascicolo sanitario elettronico, strumento su cui sono stati fatti molti errori, che lo rendono di fatto poco utilizzabile. Quanto alla sfida delle liste d’attesa, l’obiettivo sarebbe farle diventare parte integrante dei Livelli essenziali di Assistenza, sottoponendole a monitoraggio. Mentre per garantire farmaci innovativi salvavita a tutti coloro che ne hanno bisogno, la proposta e’ un accordo con altri paesi dell’Unione Europea per gestirne l’acquisto di quantita’ maggiori ottenendo sconti maggiori. Infine tra le sfide, spiega Gelli, c’e’ “la programmazione di un intervento di natura pubblica nell’odontoiatria, con l’assunzione nel Servizio sanitario nazionale di un numero adeguato di figure professionali che operano in questo settore”. In questo modo, “non solo garantiremo a migliaia di giovani un possibile sbocco professionale, ma riusciremo anche ad avviare un processo virtuoso di arricchimento culturale all’interno della sanita’ pubblica, articolando un piano strutturato di prevenzione odontoiatrica”.

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