Avrebbe dovuto eseguire una Pet Tac con urgenza ma i tetti di spesa regionali erano già esauriti: e così una paziente oncologica si vede costretta a ricorrere a un centro diagnostico privato, per un esame che a tariffa piena sarebbe costato intorno ai mille euro. A distanza di due anni la donna, residente a Benevento, ha ottenuto dal giudice di pace il rimborso delle sole spese sostenute per l’esame diagnostico di medicina nucleare in un centro privato accreditato. Nel 2016 infatti la paziente non si era vista riconoscere il diritto a eseguire in regime di esenzione totale l’esame. Il centro privato a cui si è poi rivolta, pur avendo raggiunto il tetto di spesa delle prestazioni riconosciute in regime di accreditamento, ha applicato la tariffa ridotta. La paziente ha fatto ricorso al giudice di pace citando l’Asl di Benevento. Nel risarcimento a carico dell’Asl sono previste tutte le spese sostenute. Secondo il giudice infatti nei casi di pericolo di vita o di aggravamento di malattia dove sono necessarie cure tempestive, quando queste non siano fornite dal servizio pubblico, il paziente può rivolgersi a strutture private a spese del Servizio sanitario nazionale.

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