“Dedizione, cuore, sapere ed energie di una lunga vita spese per accompagnare i giovani con sapienza alla conoscenza di quel mondo etereo e misterioso, tormentato e apparentemente inafferrabile, che e’ la psiche umana”. Cosi’ il Rettore dell’Universita’ Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Universita’ Italiane, ricorda “con sincera tristezza e profonda commozione” Marcello Cesa-Bianchi uno dei piu’ grandi Maestri italiani nel settore della psicologia e delle neuroscienze cognitive, scomparso ieri alla soglia dei 92 anni. Milanese, classe 1926, fondatore della Scuola di Specializzazione in Psicologia dell’Universita’ degli Studi di Milano, Cesa-Bianchi era da vent’anni docente all’Universita’ Suor Orsola Benincasa di Napoli dove era approdato in concomitanza con la nascita del corso di laurea in Scienze della Comunicazione ponendo le basi per l’insegnamento della psicologia, una disciplina che nel corso degli anni successivi avrebbe avuto, anche grazie al suo operato, un incremento tale all’interno dell’Ateneo napoletano da venirsi a configurare anch’essa come un vero e proprio corso di laurea: l’attuale corso di laurea in Scienze e tecniche di psicologia cognitiva. Di quella sua appassionata e infaticabile dedizione all’insegnamento, che lo portava ad affrontare con entusiasmo frequenti viaggi da Milano a Napoli, l’Universita’ Suor Orsola Benincasa volle rendergli merito, insignendolo nel 2002 della Laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione: la prima voluta e celebrata dalla Facolta’ di Scienze della Formazione. In anni piu’ recenti, Marcello Cesa-Bianchi al Suor Orsola inizio’ ad insegnare Psicologia dell’invecchiamento, un settore disciplinare a cui aveva dedicato innumerevoli studi pionieristici con cui era riuscito a dare una nuova cittadinanza attiva alla terza eta’. “Da anziano – ricorda d’Alessandro – aveva portato ai giovani la sua creativita’, il suo spirito innovativo facendo scorgere concretamente con il suo insegnamento quella luce nella vecchiaia di cui tanto aveva scritto nei suoi ultimi volumi, toccando, da precursore, un argomento che le neuroscienze e la medicina non avevano ancora mai pienamente esaminato”. Cosi’ intorno a lui si sono raccolti per anni e hanno continuato a raccogliersi, ancora fino a pochi giorni fa, centinaia di giovani, appassionati uditori della voce di un maestro che fino alla fine ha saputo affascinarli con la forza delle sue parole piene di sapiente vitalita’.
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