E’ bufera sul convegno internazionale organizzato dall’Ordine dei Biologi per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione. “New frontiers of biology – Nuove frontiere della biologia” si terrà venerdì 2 marzo a Roma, nella sala congressi del Grand Hotel Parco dei Principi in via Frescobaldi 5, ma le polemiche infuriano già da oltre dieci giorni (qui il riepilogo). Salute a tutti ha intervistato il presidente ONB Vincenzo D’Anna.

Cosa pensa del polverone che si è creato attorno al convegno “New frontiers of biology – Nuove frontiere della biologia”?

Assurdo. Quello che è strabiliante di questa vicenda: il fatto che Schoenfeld che poi ha fatto sapere che non potrà essere presente, manderà un suo sostituto- la presenza di Montagnini, un premio Nobel; solo perché sono due figure critiche nei confronti dei vaccini, dovrebbe identificare il nostro convegno come Anti Vax. Due scienziati che ormai ovunque andranno, anche a parlare di surriscaldamento globale, potrebbero essere etichettati come No Vax. E’ una cosa pazzesca.

Lei ha parlato di processo alle intenzioni, visto che il convegno non si è ancora svolto. Quali sono gli argomenti, visto che lei ha sottolineato che non è un convegno sul tema dei vaccini?

Il convegno è sulle nanoparticelle, che sono nuove forme di inquinamento ambientale sulle quali sappiamo ancora poco, e sulle patologie che inducono. Che queste nano particelle possano inquinare anche i vaccini, sia per gli additivi che vengono aggiunti -alluminio e formaldeide- sia per i prodotti di scarto della lavorazione, questo è un altro discorso. Ma a noi interessa sapere dell’inquinamento da nanoparticelle e della Terra dei fuochi: ci interessiamo di inquinamento in generale. Si parla di Terra dei fuochi e aumento delle patologie tumorali, ma il nesso di casualità non è stato ancora scoperto.

 

Quindi secondo lei, toccare anche incidentalmente l’argomento vaccini, discuterne criticamente, in Italia, è impossibile?

Anche incidentalmente. Con la questione dell’obbligatorietà ci si becca facilmente la patente di oscurantista, e non mi sembra il caso. Perché sono legittime anche le opinioni di chi come me è favorevole ai vaccini, ma è attento alla sicurezza degli stessi. In Giappone è stata spostata la somministrazione dei vaccini da 3 mesi a 24 mesi sui bambini, evidentemente a 2 anni il sistema immunitario è più solido e in grado di reagire appieno . Come conseguenza le complicanze sono diminuite dell’80%. In Italia neanche una proposta del genere si può avanzare, senza prendersi epiteti come “antiscientista” e “oscurantista”. E’ una cosa fuori dalla grazia di Dio, anche perché la scienza è confronto. Se Shoenfeld non ha dimostrato cose certe dal punto di vista scientifico, è anche vero che nessuno ci ha ancora dimostrato che i vaccini non possano essere nocivi.

Cosa crede abbia potuto scatenare tanta disapprovazione nel mondo accademico?

Gli interessi intorno ai vaccini sono tali e tanti che è difficile trovare qualcuno che ne parli gratuitamente, a favore. E poi al di là delle opinioni personali sui vaccini, questa cagnara è iniziata con le dichiarazioni di La Porta, professore dell’Università di Pisa, che ha diretto l’Ufficio Vaccini a Bruxelles, è stato tra gli estensori del piano vaccini in Italia. Dunque non sono persone neutre, ma persone che potrebbero avere interessi a sostenere questa tesi.

Come ha preso la notizia che anche l’Istituto Superiore di Sanità non parteciperà al convegno?

Noi abbiamo almeno sette, otto ricercatori dell’ Iss che presenzieranno al convegno. Trovo che l’Iss dovrebbe ascoltare tutti e non uniformarsi alle volontà politiche del ministro, ma poiché sono de nomina politica, mi rendo conto che hanno paura di mettersi contro il ministro.

Siamo in periodo pre-elettorale, oltretutto.

Quando si parla di sanità pubblica non ci sono elezioni che tengano. Vengono un premio Nobel e scienziati capacissimi, l’Iss sarebbe tenuto a partecipare.

Qual è il messaggio che l’Ordine dei Biologi vuole lanciare alla comunità scientifica?

L’Ordine dei Biologi non ha bisogno del consenso di nessuno, e vuole che i biologi sentano tutte le campane, ascoltino tutti. I biologi non hanno alcun pregiudizio nei confronti dei vaccini. Vogliamo capire cosa sono le nanoparticelle, come inquinano e come possono essere dannose. Se avessimo voluto un argomento più sicuro, tranquillo avremmo scelto gli antibiotici o la nutrizione. Abbiamo scelto un argomento ostico per imparare qualcosa. Perciò parliamo di “nuove frontiere della biologia”, perché quando si affrontano argomenti nuovi non tutto è già sacramentato, documentato e accertato. Alla frontiera si trova gente avventurosa, che ha anche il coraggio di sbagliare. La scienza è fatta di sbagli, commutazioni e di nuove prove.

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