Un tempo erano, insieme a divano e telecomando, nel trio dei cattivi compagni alleati dei chili di troppo. Ora però un nuovo studio del Pennington Biomedical Research Center della Louisiana State University promuove i videogame come arma contro l’obesità. La ricerca ha mostrato per la prima volta che una versione moderna di questo passatempo, abbinato a un tracker, ha aiutato i bambini in sovrappeso a perdere peso, ridurre pressione e colesterolo e aumentare l’attività fisica.

I risultati dello studio GameSquad sono pubblicati online su ‘Pediatric Obesity’, e in realtà promuovono un tipo particolare di videogiochi: gli exergame (i videogiochi attivi). “I bambini con un peso eccessivo e inattivi possono sviluppare i primi segni di malattie cardiache e diabete e possono anche trovarsi a lottare con asma, apnea del sonno e problemi psicologici”, evidenzia Amanda Staiano, fra gli autori dello studio. “Gli schermi sono ovunque nelle nostre vite e sono qui per restare. E i nostri bambini trascorrono metà delle loro ore di veglia davanti a uno schermo. Sto cercando dei modi per utilizzare smartphone, computer, televisori e tablet per far fare più attività fisica ai bambini”. 

Lo studio GameSquad ha arruolato 46 bambini tra 10 e 12 anni in sovrappeso o con obesità. La metà erano ragazze. Lo studio ha assegnato in modo casuale i bambini a un gruppo di “gioco” di 23 famiglie oppure a uno di controllo di 23 famiglie. Il gruppo di gioco è stato spinto a fare 60 minuti al giorno di attività fisica. I bambini hanno ricevuto una Xbox 360, Kinect e quattro exergames, quindi sono stati invitati a giocare a casa loro con un amico o un familiare per sei mesi.

I ragazzini hanno anche ricevuto un “libro delle sfide” per completare tre sessioni di gioco di un’ora ogni settimana e un Fitbit per monitorare la loro attività fisica quotidiana. Ogni bambino e genitore coinvolto ha anche preso parte a normali video chat con un allenatore di fitness della Pennington Biomedical per monitorare progressi fatti.

Alle famiglie del gruppo di controllo non è stato chiesto di fare nulla di diverso rispetto alla solita routine (queste famiglie hanno ricevuto gli exergames e la console di gioco alla fine dello studio di sei mesi). Ventidue delle 23 famiglie del gruppo di gioco hanno terminato il programma di sei mesi. E l’impegno è stato notevole: bambini e genitori hanno completato il 94% delle sessioni di gioco e hanno partecipato al 93% delle video chat.

“Quando non si interviene sui bambini in sovrappeso, spesso i loro fattori di rischio peggiorano nel tempo”, ha affermato Staiano. “Quindi, sfortunatamente, non siamo stati sorpresi nel vedere che nei bambini del gruppo di controllo pressione e colesterolo sono aumentati mentre l’attività fisica si è ridotta nel corso dei sei mesi”.

Quanto agli altri, l’indice di massa corporea si è ridotto di circa il 3% (nel gruppo di controllo è aumentato dell’1%). Il colesterolo dei bambini armati di videogame è sceso del 7% (negli altri è salito del 7%). Grazie agli exergames l’attività fisica dei bambini è aumentata del 10% (nell’altro gruppo si è ridotta del 22%). Insomma, se spingere dei bambini già afflitti dai chili di troppo ad alzarsi dal divano e mettere le scarpe da ginnastica può non essere semplice, armarli di exergames può essere utile per spingerli a fare movimento.

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