Ha raggiunto quasi 14mila firme in sole due settimane la petizione su Change.org che chiede di riconsiderare la legge che impone l’anonimato in caso di donazione di organi, dando la possibilità, alle famiglie che lo desiderano, di conoscersi.

“Ho conosciuto tramite social il ragazzo che ha ricevuto il rene destro di mio figlio. Conoscerci e raccontargli chi era Ricky è stata un’emozione immensa”.

Così racconta Marco Galbiati, papà di Riccardo, un ragazzo quindicenne morto nel gennaio 2017 per un infarto che lo aveva colto mentre sciava sulle piste dell’Aprica. E’ lui che ha lanciato la petizione. Dopo la sua morte, avvenuta all’ospedale di Bergamo, sono stati donati reni, fegato e cornee.

In Italia, spiega nel video che accompagna l’appello rivolto ai Ministeri della Salute e della Giustizia, all’Ordine nazionale dei giornalisti a quello dei Medici Chirurghi, al Parlamento e alla Commissione europea, c’è una legge che “schiaccia un diritto umano” perché “decide al posto delle famiglie”.

La proposta è quindi di modificarla, facendo sì che “se entrambi le parti lo desiderano”, possano “avere la possibilità di conoscersi, magari con un supporto psicologico come avviene in altri Paesi”.

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