La delibera tanto attesa è arrivata,sabato scorso. Il passo concreto atteso da Dafne Palmieri verso un nuovo modello organizzativo per i trapianti pediatrici al Monaldi, quello che le avrebbe fatto sospendere un digiuno lungo 9 giorni. Ma è un passo davvero piccolo.   “Vorremmo brindare, abbracciarci e lo facciamo perche’ noi siamo abituati a vivere di speranza, a non perdere nemmeno un attimo perche’ quello successivo non si sa mai. E’ un primo passo, ma il prefabbricato e’ senza acqua, senza gas, senza corrente”. E’ quanto afferma il Comitato dei genitori del bimbi trapiantati, in merito alla delibera del’Azienda dei Colli. “Non possiamo tornare a fare solo le mamme, dobbiamo ancora trovare il coraggio di verificare cio’ che spetta ai nostri ragazzi e a noi – scrivono – Non vorremmo sembrare irriconoscenti, in fin dei conti un prefabbricato e’ meglio di una tenda. Ma non e’ il centro di eccellenza che hanno buttato giu’ a ruspate incuranti, e soprattutto non e’ ancora garanzia per i nostri figli”. “Eravamo in un centro di eccellenza: stanze, sala operatoria, infermieri dedicati, anestesisti, cardiologi, cardiochirurghi altamente specializzati – raccontano – Hanno fatto venire un terremoto artificiale, prodotto da loro, che ha fatto nove vittime e allontanato dalla propria casa tante famiglie che hanno cercato fuori Napoli una speranza, ma che torneranno qui ad essere assistiti. Ci hanno lasciato nelle tende per oltre due anni”. Il Comitato ricorda che quella di sabato scorso e’ una terza delibera sul tema: la prima e’ del dicembre 2016, la seconda del novembre 2017. E rilanciano l’hashtag #siamoancorasultetto, dalla protesta che hanno portato avanti, effettuato sit in sul tetto del Monaldi. Il Comitato ringrazia la Commissione regionale Trasparenza, “unico organo istituzionale che ha aperto le porte, ha ascoltato, studiato, parlato, invitato a un tavolo di confronto istituzionale e previsto una convocazione il prossimo 26 marzo”. Cosi’ come ringrazia Federconsumatori Campania, il Comitato Sanita’ Campania.
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