Cresce il consumo di miele degli italiani con un aumento del 5,1% sul valore degli acquisti nel 2017, spinto dalla svolta salutistica nei comportamenti alimentari. Nel contempo, la produzione nazionale e’ in calo e aumentano le importazioni. Lo segnala un’analisi della Coldiretti su dati Ismea, in occasione della Giornata mondiale delle api, che si celebra oggi ed e’ stata istituita dall’Assemblea generale dell’Onu per riconoscere il ruolo insostituibile svolto da questo insetto la cui importanza veniva sottolineata da Albert Einstein dicendo che “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Iniziative sono state programmate nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica perche’ “portare in tavola miele italiano significa – sottolinea la Coldiretti – fare una scelta di acquisto consapevole a favore della biodiversita’ e della natura considerato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori”. In media una singola ape – precisa la Coldiretti – visita circa 7.000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Tre colture alimentari su 4 dipendono in una certa misura per resa e qualita’ dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni secondo la Fao. In Italia – spiega la Coldiretti – esistono piu’ di 50 varieta’ di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che e’ tra i piu’ diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (piu’ scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino.
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