Una vergogna”: cosi’ i segretari generali di Cgil Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno definito la situazione degli oltre 300 mila lavoratori della sanita’ privata che aspettano da 12 anni il rinnovo del contratto. “Non rinnovare il contratto – ha dichiarato Landini – significa favorire lo sfruttamento e la precarieta’”. “Da troppi anni questi lavoratori sono senza contratto e dei datori di lavoro che si rifiutano di rinnovarlo non sono da portare come esempio” , ha affermato Barbagallo. “E’ un settore importantissimo – ha fatto notare Furlan – dove il dumping contrattuale, le carenze di organico, lo sfruttamento dei lavoratori si trasformano in minore qualita’ dei servizi e se non c’e’ qualita’ dei servizi non c’e’ rispetto per i lavoratori e per le persone”. “Le famiglie fanno spesso ricorso al privato, convenzionato e no, spendendo oltre 40 miliardi l’anno: la sanita’ privata a partire da quella convenzionata, diventa strategica accanto a quella pubblica e non e’ possibile che i lavoratori non abbiano un contratto: non e’ giusto – ha concluso – e non lo permetteremo”.
I tre leader sindacali hanno quindi indicato come obiettivo un contratto unico per la sanita’ pubblica e privata e parlando di pubblico tutti e tre hanno sottolineato la necessita’ di essere convocati dal governo e rinnovare anche i contratti del pubblico impiego. “Gli 8 euro di aumento lordi previsti dalla legge di bilancio sono ben pochi”, ha fatto notare Landini. Quanto agli scandali scoppiati in Umbria il segretario generale della CGIL ha affermato che ” la magistratura deve fare la sua parte fino in fondo e quello che non funziona va affrontato”; per questo I sindacati hanno chiesto sin dall’inizio un confronto al governo sulla sanita’ e anche per questo Cgil Cisl e Uil sono contrari alla autonomia differenziata, consapevoli che per la sanita’ serve una politica nazionale. “C’e’ bisogno di legalita’ nel settore – ha fatto notare anche Furlan – come in tutto il paese ed e’ necessaria la nascita di un piano nazionale per la salute”.
CONDIVIDI