Lo screening genetico come strumento fondamentale per una diagnosi precoce e per cure sempre piu’ personalizzate delle malattie cardiovascolari. Se ne e’ parlato nel corso del congresso ‘Conoscere e curare il cuore’, in corso a Firenze. “Grazie al progredire degli studi sulla genetica – hanno spiegato gli esperti – per le malattie genetiche cardiovascolari che comprendono il piu’ grande gruppo delle patologie familiari a trasmissione matrilineare quali, cardiomiopatie, aneurisma, disordini aritmici ventricolari e sopraventricolari ed ipertensione polmonare, si stanno aprendo maggiori opportunita’ di cura personalizzata”. Questo perche’ “la genetica individua i fenotipi e su quelli interviene, giocando un ruolo fondamentale nella fase di diagnosi”. In particolare, “nelle aritmie – F, la genetica offre benefici in termini di diagnosi, approccio terapeutico e prognosi, piu’ nello specifico, per le patologie quali, la sindrome Long Qt, Short Qt, la sindrome di Brugada e la tachicardia catecolaminergica polimorfica ventricolare, i trattamenti variano fortemente in base al genotipo di appartenenza”. Allo stato attuale, la diagnosi genetica “e’ parte della diagnosi familiare delle patologie cardiovascolari”.

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