L'ospedale Cardarelli

Entra nel vivo l’inchiesta sulla manomissione dell’impianto salvavita in dotazione al reparto di Cardiologia del Cardarelli. Lo riporta Il Mattino. A condurre l’inchiesta il pm Francesca De Renzis, magistrato in forza al pool colpe mediche e professionali, guidato dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio. Scavano nei turni di notte di medici e infermieri, alla ricerca del movente che ha portato qualcuno a silenziare l’allarme sonoro, in grado di segnalare scompensi cardiaci nei pazienti del reparto. La scoperta a fine febbraio da parte del primario Ciro Mauro, ne parlavamo qui. Una banale graffetta veniva trovata, incastrata sapientemente nella strumentazione, in grado di mettere in serio rischio la vita di molte persone. E la pista che emerge parla di lavoro “straordinario” di alcuni infermieri durante il regolare orario lavorativo. Prestazioni erogate in via esclusiva a pazienti paganti, per garantire le quali veniva silenziato l’allarme, in modo da evitare di essere disturbati durante gli “straordinari”. Uno scenario senz’altro gravissimo, quello su cui si continua a lavorare, al quale si è giunti dopo l’ispezione interna, sotto la guida della dirigente del Cardarelli, la manager Anna lervolino, e  le indagini penali. Le verifiche sono state affidate ai carabinieri del Nas, sotto il comando del colonnello Vincenzo Maresca e del maggiore Gennaro Tiano. A contornarsi di sospetto sono a questo punto anche i decessi per scompenso cardiaco avvenuti nel reparto, in concomitanza con l’utilizzo dell’impianto di allarme sonoro.

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